Le tabelline facili – Parte III: il movimento che facilita l’apprendimento

Dopo le puntate precedenti, ossia Il mandala delle tabelline, e le tabelline cinesi, ecco un altro modo “alternativo” per facilitare l’apprendimento delle tabelline, che – come ben sappiamo – non è sempre così semplice e automatico.

L’obiettivo è sempre, in linea con il mio personale modo di vivere la scuola, imparare divertendosi e prendere spunto dalla Scuola in Movimento.

Più il bambino è piccolo. più vive l’apprendimento come un qualcosa che lo coinvolge in modo globale, senza distinzioni fra aspetti emotivi, cognitivi, sociali, ecc. Per apprendere egli usa quasi esclusivamente uno strumento speciale: il proprio corpo e le proprie sensazioni.

movimento

L’apprendimento implica infatti la costruzione di specifiche abilità e ogni tipo di abilità si sviluppa attraverso il movimento di specifici muscoli: la scrittura, ad esempio, si manifesta attraverso il movimento della mano che, contemporaneamente, innesca un processo di pensieri.

Dietro ad ogni singola lettera e ogni singola cifra scritta c’è un movimento specifico. Lettere e cifre vengono percepite ed “ancorate” nella muscolatura attraverso il movimento della scrittura.

diarioterapia

Analogamente, anche dietro le parole pronunciate ci sono numerosi movimenti dei muscoli facciali, dei muscoli della lingua e delle corde vocali.

Ogni volta dunque che facciamo dei movimenti “mirati” il nostro cervello viene “attivato” e gli emisferi si integrano: così si apre da sé la strada per l’apprendimento. In sintesi, il movimento aiuta a sviluppare i pensieri e, di conseguenza, facilita l’apprendimento.

Avrete notato come molte persone sembrano pensare meglio quando fanno un’attività fisica, ad esempio dondolare una gamba, attorcigliarsi i capelli, battere la matita sul tavolo o, semplicemente, camminare (.. ricordate la scuola peripatetica di Aristotele??). Altri devono masticare qualcosa come una penna, una carota o una gomma per pensare meglio. L’azione è fatta in modo inconsapevole ma questa è una delle dimostrazioni più semplici di quanto appena detto.

Un altro modo che può agevolare l’apprendimento delle tanto odiate tabelline può essere dunque quello di integrarne l’insegnamento con il movimento.

Ci sono al proposito 3 scuole di pensiero che ci hanno provato con risultati eccellenti.

1- La pedagogia Waldorf fondata da Rudolf Steiner che tenta sempre di inserire nel mondo del bambino un pizzico di magia, la gioia di apprendere e la Bellezza (l’arte ad esempio non è una proposta didattica a se stante, ma è insita nel modo di insegnare tutte le materie). In questa pedagogia si presta particolare attenzione all’euritmia, concetto quanto mai articolato e complesso che meriterebbe un post dedicato, ma che, semplificando, si può definire una forma d’arte del movimentonon è danza e non è ginnastica; l’euritmia vuole rendere visibili le leggi della parola e della musica attraverso il corpo.

Steiner sottolinea – ciò che dovrebbe essere ovvio e lampante – come la vita umana sia ricca di ritmi, i quali giocano un ruolo importante non solo in tutti i processi vitali (sonno/veglia ecc.), ma anche in quelli cognitivi e il movimento corporeo può esprimere e rappresentare questi ritmi con passi cadenzati, movimenti delle braccia e gesti, consentendo alla persona (in questo caso al bambino che apprende) di sentirsi coinvolto in ciò che sta imparando a 360°. L’esempio più semplice da comprendere è questo: le poesie e le filastrocche hanno un ritmo e quindi possono essere imparate rappresentandole letteralmente con il corpo, alternando passi lunghi e brevi o battendo le mani. Ma ogni suono, ogni figura geometrica ha un suo ritmo ed ha perciò il suo gesto. Nelle scuole steineriane si imparano dunque le tabelline a passo di marcia o battendo le mani a ritmo.

2- Maria Montessori propone le tabelline psicomotorie che fanno riferimento al concetto di memoria muscolare. La memoria muscolare del corpo è impregnata della conoscenza dei processi di movimento: se noi ripetiamo un movimento per diverse volte, la sua “memoria” si fissa nei muscoli, rendendone più agevole il recupero e l’utilizzo quando necessario. Ad ogni tabellina viene dunque associato un movimento, un gesto specifico.

Per capire meglio e imparare il metodo gettiamo ancora una volta lo sguardo al mondo dei blog delle mamme che fanno homeschooling:

http://www.lapappadolce.net/tabelline-piscomotorie-montessori/

3- La kinesiologia educativa, detta anche EDU-K, è una disciplina sviluppata negli anni ‘70 dal Dr. Paul Dennison, per migliorare l’apprendimento e le proprie potenzialità a scuola e al lavoro mediante l’integrazione e il riequilibrio delle energie cerebrali. Potrete approfondire egregiamente l’argomento qui, sul sito personale di un’eccellente insegnante, Sigrid Loos:

In tutte queste 3 proposte, diverse ma concettualmente vicine, i bambini trovano il proprio ritmo di movimento e, grazie alle ripetizioni, acquistano sicurezza nelle tabelline, non attraverso un arido apprendimento mnemonico, che impegna solo la parte sinistra del cervello, bensì facendo esperienze divertenti che diventano autentico lavoro di memoria, attraverso la rielaborazione in tutti e due i lobi del cervello.

Potrebbero interessarti anche la Parte I, la Parte II e Giocare con la matematica, dove troverai altri spunti utili per affrontare il tema delle tabelline.

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