La “rete” di resilienza

Cos’è una rete? Il nome rimanda ad un’immagine, un intreccio di fili che serve prevalentemente a pescare o catturare animali (immagine non proprio poetica, è vero), ma è anche la rete che impedisce agli atleti di schiantarsi al suolo durante l’esecuzione di esercizi aerobici… e oggi il termine si utilizza anche per indicare un gruppo di persone o cose accomunate dallo stesso scopo. In queste ultime due accezioni va intesa la nostra “rete” di resilienza, ossia un insieme di persone/oggetti/qualità che ci impediscono di cadere per terra quando affrontiamo le piccole o grandi difficoltà (non dobbiamo infatti pensare subito ed esclusivamente ai grandi traumi ma anche ai disagi quotidiani che ci possono apparire insormontabili laddove non ci ricordiamo di avere delle risorse per affrontarli).

resilenza

Cos’è la resilienza? La resilienza è l’insieme di fattori personali, sociali e ambientali dai quali dipende in larga misura la nostra risposta allo stress e che ci dà la possibilità di superare eventi traumatici anche gravi senza conseguenze di lungo termine sulla nostra salute psicofisica. In ingegneria la resilienza è la capacità di un materiale di non spezzarsi di fronte ad urti improvvisi: della serie “mi piego ma non mi spezzo”. Riuscite a comprendere?

Gli studi nel campo della psico-traumatologia hanno scoperto che, fra le persone esposte in ugual misura a degli eventi critici (lutti, incidenti, ferimenti, aggressioni, ecc.), alcune sviluppano, nei mesi successivi, veri e propri Disturbi post-traumatici o sintomi di differente gravità, mentre altre riescono a superarlo egregiamente, ritrovando, dopo un ragionevole lasso di tempo, il proprio benessere psico-fisico. Nel ricercare i fattori che contribuiscono a queste differenze, gli studiosi hanno individuato che a giocare un ruolo decisivo è il rapporto fra fattori di rischio e fattori di resilienza: il risultato di questo bilancio rende le persone più o meno vulnerabili alle conseguenze psicopatologiche dell’impatto traumatico.

La resilienza non è una capacità innata e immodificabile, al contrario è altamente influenzata da fattori educativi, culturali, ambientali e può essere sviluppata e modellata nell’arco della vita. Se vi interessa conoscere meglio la natura della vostra resilienza e magari accrescerne l’efficacia in caso di necessità, seguite questo esercizio di auto-aiuto (o, se preferite, self-help) che ha la finalità di aiutarvi di conoscere o ricordare e potenziare la vostra resilienza allo stress.

 Esecuzione

• Prendete un foglio di carta bianco e dei pennarelli o delle matite colorate.

• Immaginate di dover disegnare una rete fatta di linee orizzontali e verticali che rappresenti l’insieme   delle vostre sicurezze attuali, ossia di tutte le “cose” (persone, fatti, idee..) su cui sapete di poter contare in questo momento della vostra vita. Se volete, fatevene un elenco scritto sul retro del foglio.

• Pensate di assegnare a ciascuna di quelle “cose” un colore e cominciate a disegnare la vostra rete: via via che proseguite con le linee orizzontali e verticali (nell’ordine che preferite) decidete a quale   elemento corrisponde ogni linea, tracciatela con il colore corrispondente e scrivetene il nome in cima o di fianco (il numero di linee è a vostra discrezione, gli elementi che fanno parte della vostra rete).

• Quando avete terminato prendete il foglio, attaccatelo da qualche parte di fronte a voi come se fosse   un quadro e fermatevi alcuni istanti a guardarlo e a rifletterci sopra: chi/che cosa avete scelto?, dove lo avete posizionato?, quale colore gli avete attribuito?, quali attinenze ci sono fra le “cose” che avete indicato  in orizzontale e quelle in verticale?.

Commenti

Non importa che diate subito una spiegazione a tutto, restate semplicemente lì a guardare la vostra rete di protezione: quella è la vostra resilienza, ciò su cui state contando o potrete contare se qualche cosa di grave avvenisse nella vostra vita.

Le scelte che avete fatto vi erano già ben chiare appena avete cominciato a pensarci? Benissimo, vuol dire che avete un’ottima conoscenza dei vostri meccanismi di ‘sopravvivenza’ psichica nei momenti difficili, questo vi è sicuramente già stato di grande aiuto in passato e lo sarà in futuro.

Qualcosa delle scelte che avete fatto per costruire la vostra rete vi ha stupito? Meglio ancora, significa che questo esercizio vi ha rivelato degli aspetti della vostra resilienza che ancora non conoscevate o vi ha mostrato che negli ultimi tempi sono avvenuti dei cambiamenti importanti nei vostri schemi di protezione e sicurezza.

Un ultimo consiglio: se potete, attaccate per qualche giorno la vostra ‘rete’ in un luogo dove passate tutti i giorni (il frigorifero, lo specchio del bagno): potrebbe anche succedervi che col passare del tempo notiate qualche aspetto che vi era sfuggito a prima vista o che vi venga voglia di modificare qualcosa della vostra rete. In tal caso fatelo, ma in maniera che la modifica sia visibile, ossia che vi possiate ricordare che cosa avete aggiunto in un secondo tempo. Infine: conservate il vostro disegno in maniera da poterlo riguardare fra un paio d’anni o anche di più: sarà interessante per voi osservare quanto della vostra vecchia rete di protezione si è conservato immutato nel tempo e quanto invece è stato sostituito da nuove ‘cose’.

Se lo desiderate, potete rendermi partecipe del risultato degli esercizi e discuterne con me. E, se potete, inviatemi via email o via fax una copia del vostro disegno, ve lo inoltrerò con alcuni commenti sugli aspetti più significativi che ne sono emersi.

FONTE BIBLIOGRAFICA: www.psicotraumatologia.org

 

One thought on “La “rete” di resilienza

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