Regalare un libro ad un bambino – Parte II – Esistono bambini pop up?

Regalare un libro ad un bambino è un vero e proprio atto d’amore.. L’importanza ed il valore dei libri trova la sua sintesi nella frase dello scrittore americano Morley che dice: “Quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore, amicizia, e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro”.

Non tutti i bambini sembrano tuttavia così desiderosi di leggere né di stare fermi ad ascoltare. Anzi! Forse è perché non gli sono stati regalati o letti i libri giusti! So che questa suona come una provocazione, lo è, e pertanto provo a spiegarmi meglio. Forse, davanti agli scaffali delle librerie, così immensi e così dispersivi, dovremmo sostare un po’ di più a riflettere e non chiedere precipitosamente consigli al commesso che, non conoscendo il destinatario del regalo, per bravo che sia, non potrà che consigliarci il libro appena pubblicato o che riscuote maggiore successo di critica. Dovremmo sempre chiederci: sarà adatto questo libro al bambino che lo prenderà in mano? Leggere deve essere un piacere e se non lo è vuol dire che non risponde ad un bisogno … ma è credibile che non esista proprio alcun interesse che possa essere solleticato?? Nessuna curiosità da incoraggiare??

Illustrazione di Nicoletta Costa

Illustrazione di Nicoletta Costa

Tante, troppe volte, per la fretta, ho fatto regali seriali e mandato altrettanti auguri seriali, email o un sms tutti identici, eppure sono la prima a sentirmi speciale quando qualcuno manda gli auguri proprio a me, solo a me: vuol dire che in quel momento ha pensato veramente a cosa poteva farmi piacere, a cosa poteva farmi sorridere, e questo è un chiaro segnale che mi ritiene importante, almeno il tempo – pochi istanti in una giornata – di pungolare il criceto che abita la ruota del cervello affinché trovasse le parole giuste, originali, ad hoc. Il regalo andrebbe “pensato”, ponderato, soprattutto quando si tratta di bambini… e ancor più se si intende regalare un libro! Sono convinta che le sensibilissime antenne dei bambini siano in grado di cogliere se il libro che è stato regalato loro è stato scelto con attenzione e amore!

La PNL (ProgrammazioneNeuroLinguistica) suggerisce che i bambini, come gli adulti peraltro, abbiano un approccio al mondo e si relazionino con esso prevalentemente attraverso un canale sensoriale preferito: ci sarebbero pertanto bambini “visivi” (che – stando alla teoria – usano prevalentemente la vista per conoscere e quindi, probabilmente, saranno attenti alle illustrazioni dei libri, ai colori, ai caratteri, ecc.), bambini “uditivi” (che sono più sensibili alla sfera auditiva di un’esperienza e quindi, forse – siamo sempre nell’ambito delle supposizioni – apprezzano di più libri sonori o che consentono di giocare con la voce, come Tararì Tararera) ed infine bambini “cenestesici” (che vogliono toccare, decidono in base alle sensazioni, ricercano emozioni). 

Ciascuno di noi ha un approccio particolare al mondo-lettura e al libro: c’è chi sceglie in base alle immagini o all’impaginazione, chi legge la quarta di copertina, chi sfoglia alcune pagine, chi si fa consigliare dagli amici, chi procede d’istinto, di pancia o a fiuto, e chi invece ci ragiona.

Potremmo spingerci anche ben oltre e notare come i libri non sono tutti uguali: al di là del contenuto, rispetto al quale i piccoli sono già molto esigenti, ci sono libri graaandi, enormi, libri piccini che stanno in una tasca, libri morbidi, libri pop up che letteralmente esplodono tra le mani, libri “da toccare” (i cosiddetti libri tattili, con parti morbide, ruvide, ecc.).. E ancora libri senza parole, libri illustrati con le pagine come dipinti. Forse esiste un libro per ogni bambino. I bambini sono unici e, resistendo ad ogni forma di omologazione, sono molto selettivi.

libreria

Non dobbiamo tuttavia fermarci alle indicazioni “standard”: i bambini hanno della bellezza un’idea molto più ampia, articolata e rivoluzionaria degli adulti e possono apprezzare ciò che a noi lascia perplessi; cerchiamo di non imbrigliare un libro in una fascia di età precisa, perché i bambini sanno fare uso del libro nella maniera più consona al loro momento di crescita e sviluppo e ciò che per noi pare di difficile comprensione può essere perfettamente intelligibile per loro; non pensiamo che non siano in grado di apprezzare la poesia o la filosofia perché la complessità del mondo si scopre piano piano.

Diamo a bambini esplosivi libri altrettanto spumeggianti capaci di entrare in sintonia con il loro essere e la loro sensibilità, e ai sognatori e ai timidi libri senza parole dove sono le immagini a costruire ogni volta una storia diversa, oppure facciamo esattamente viceversa e stiamo a vedere cosa succede.

A volte escludiamo libri troppo belli per paura che il bambino lo possa rovinare, ma è proprio la spinta del bello che crea un movimento affettivo per il libro e la volontà di preservarlo.

Affiniamo dunque la nostra sensibilità di osservazione, cogliamo i suggerimenti dei vari blog, dei siti dedicati, come MACROLIBRARSI o di Nati per leggere o dei vari blog specializzati, lasciamoci guidare dall’istinto e magari creiamo un angolo ad hoc per la lettura, mettiamo i libri letteralmente a portata di mano dei bambini, con le copertine bene in vista, in modo che possano scegliere da sé la storia della buonanotte.

 

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