Coltivare la creatività e pensiero laterale

In un periodo socio-economico in cui l’impegno e la rigidità mentale non pagano, mentre sembrano funzionale e apprezzabili, sia per chi ricerca lavoro e vuole arricchire il proprio Curriculum Vitae, sia per chi semplicemente deve adattarsi ad un mondo in cui i cambiamenti corrono veloci, lo spirito d’adattamento, la flessibilità, il multitasking e soprattutto la creatività, ho pensato di scrivere un breve post per aprirvi un nuovo orizzonte. Parliamo di “pensiero laterale”.

So benissimo che i cambiamenti spaventano, ma – come ho avuto modo di sottolineare – sia Einstein sia la piccola Lisa Simpson, sottolineano a modo loro, da mondi così lontani eppure così vicini, che “follia è fare sempre le stesse cose nello stesso modo aspettandosi risultati diversi”.

Ovviamente sarebbe utile iniziare per gradi, in modo da testare il terreno e scegliere l’ambito nel quale siete più a vostro agio nell’esprimere la vostra creatività… perché, credetemi, ce l’abbiamo tutti! È mia intenzione proporvi qualche esercizio per sviluppare la creatività che si utile soprattutto in ambito professionale o quando vi trovate in una situazione che sembra non avere vie d’uscita e voi vi ritrovate ad arrovellarvi per giorni sullo stesso punto, utilizzando la stessa logica, lo stesso pensiero logico-casuale. I

l mio compito avrà successo solo se riuscirò a convincervi che, qualunque siano la vostra età, cultura, estrazione sociale, livello d’istruzione, una crescita del vostro potenziale creativo non è solo possibile… ma è anche divertente!

Potrete trovare in Rete tanto materiale sul cosiddetto pensiero laterale, termine coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono per indicare una modalità di risoluzione di problemi logici con un approccio indiretto ossia attraverso l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta, con logica sequenziale.

Il mio suggerimento è di provare, anche in gruppo, in famiglia, perché il tentativo di soluzione collettiva di uno dei tanti indovinelli proposti è un ottimo passatempo e può riempire egregiamente le lunghe serate e… mi raccomando, non arrendetevi al primo insuccesso! Provate…

1- L’uomo nell’ascensore
Un signore abita al decimo piano di un palazzo.
Tutti i giorni, quando esce di casa, prende l’ascensore al decimo piano e scende fino al pianterreno.
Quando invece rientra in casa, sale con l’ascensore dal pianterreno fino al settimo piano e sale il resto delle scale a piedi per raggiungere il suo appartamento.
Quel signore non è superstizioso, non è uno sportivo e odia salire le scale a piedi. Come mai allora si comporta cosi?
A onor del vero bisogna precisare che quando in ascensore ci sono altre persone e talvolta quando piove egli arriva con l’ascensore fino al decimo piano. Come mai?

2- L’uomo al bar
Un uomo entra in un bar e chiede al barista un bicchiere d’acqua. Il barman tira fuori una pistola e la punta verso l’uomo minacciando di sparare. L’uomo dice: – Grazie. – e se ne va.

Un morto in mezzo al prato
C’è un uomo morto in mezzo ad una distesa di sabbia. Vicino a lui c’è un pacchetto chiuso.
Nella sabbia, per un raggio di 200 metri attorno al cadavere, non c’è nessun tipo di impronta.
L’uomo è morto da circa 10 secondi. Cosa è successo?

La musica si fermò
La musica si fermò. Lei morì.
Spiegate il motivo.

Le soluzioni qui: http://utenti.quipo.it/base5/penslate/latclass.htm

Fatemi sapere!

 

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