Un’interpretazione psicosomatica suggestiva sul raffreddore

In quest’inverno finora piuttosto mite in molte zone d’Italia, immagino che molte persone siano ugualmente rimaste vittime del fastidioso e puntuale raffreddore.

Dal momento che sicuramente avrete appurato da soli che la maggior parte dei farmaci per il raffreddore sono palliativi, e che il raffreddore sembra inesorabilmente dover fare il suo corso prima di scomparire, allargare la nostra visione, comprendendo l’ottica psicosomatica, non può che e, nel caso peggiore, non aggiungere nè togliere nulla agli approcci tradizionali.

Ci sono diverse interpretazioni psicosomatiche sul raffreddore (non quello da fieno che ha altre interpretazioni): grande stanchezza che ci obbliga a fermare le nostre attività e a riposare ( = vantaggio secondario del sintomo) oppure confusione di pensiero (il “raffreddore di testa” rimanderebbe a una situazione di spossatezza mentale, ossia alle situazioni in cui non si sa più dove sbattere la testa per un problema che sembra insolubile) (Claudia Rainville, Metamedicina); il naso chiuso rimanda alle situazioni in cui ci turiamo il naso davanti ad un odore sgradevole (il naso chiuso potrebbe avere allora funzione protettiva spesso accompagnata da una diminuzione dell’odorato) e allora bisognerebbe chiedersi se c’è una situazione che “puzza” a tal punto da indurci alla fuga (Dott.Philippe Dransart, La malattia cerca di guarirmi); il catarro in gola potrebbe indicare un “conflitto di attaccamento” ( = siete attaccati ad una persona con cui non potete comunicare), mentre il naso che cola equivarrebbe ad un pianto non espresso (e quindi si risolverebbe più facilmente immaginando di piangere) (Gabriella Mereu, Terapia Verbale).

raffreddore e psicosomatica

L’ipotesi di cui vi parlo oggi è più complessa, esula dalla tradizionale psicosomatica poichè legata alla Nuova Medicina Germanica del dr. Hamer, sicuramente controversa, ma che offre spunti notevoli di riflessione sul collegamento tra traumi psichici e malattie.

Forse ciò che sostiene la sua teoria sul raffreddore è il modo più semplice di comprendere l’intera metodologia diagnostica del dr. Hamer, e possiamo valutarlo da soli senza attendere validazioni scientifiche che, purtroppo, probabilmente non arriveranno mai.

Partiamo da cosa dice la “medicina ufficiale” sul raffreddore. Sembra che finalmente si sia sposata l’ipotesi che non c’entra nulla il freddo nell’eziologia del raffreddore. In effetti basta ragionare: se fosse il freddo la causa, nei Paesi Nordici, con temperature più rigide delle nostre, dovrebbero avere tutti il raffreddore costantemente, mentre nei paesi caldi come l’Africa il raffreddore dovrebbe essere sconosciuto.
Ci viene detto che si tratta di virus, adenovirus, rinovirus, ecc., che per la loro azione replicativa indiscriminata non consentono addirittura preparare un vaccino. Ma da dove vengono questi virus? Non si sa. Ma perchè in una famiglia alcuni nasi si altri no? Non si sa, oppure è una questione immunitaria. Le questioni irrisolte sono molte.

Secondo Hamer l’errore metodologico di fondo consisterebbe nell’attribuire la causa delle patologie unicamente a ciò che può stare agevolmente sotto la lente di un microscopio su un vetrino… cosa che la mente umana ovviamente non può fare!
La metafora che viene proposta per aiutare a comprendere è questa: immaginate un extraterrestre che arriva sulla terra e vuole scoprire quale la causa degli incendi. Osserva una casa che brucia e chi vede sotto? a) i pompieri b) i proprietari c) i curiosi. In seguito osserva un altro incendio: cambiano i proprietari e i curiosi, ma ci sono sempre i pompieri. Infine elabora la statistica secondo modelli matematici e su 100 incendi si rende conto che una sola cosa non cambia: ci sono sempre i pompieri. La deduzione ferrea e logica che ne consegue è: chi causa gli incendi? I pompieri, ovvio!
Nulla di diverso viene fatto per l’anamnesi del nostro raffreddore. Virus = pompieri.

Vediamo invece come interpreta e spiega il raffreddore la NMG.
A cosa serve il naso? per annusare e perchè annusiamo? Per valutare.
Se ci viene proposto un cibo nuovo che non conosciamo per mangiare, istintivamente lo annusiamo. Perchè? Per valutare se è buono o no. Noi in effetti abbiamo nella mucosa nasale delle ghiandole che hanno il compito specifico di valutare se quel cibo è biodegradabile o no. Infatti rifiutiamo istintivamente un bicchiere di benzina, perchè i legami chimici delle sue molecole sono così saturi che il nostro organismo non riuscirebbe a sciogliere. Mentre se quell’alimento è biodegradabile ma non ingeribile (tipo gli escrementi), allora la biologia lo rende repellente all’odore. Ma ciò che noi dobbiamo annusare quale alimento non è diverso per l’attività olfattiva da ciò che comunque invade la nostra vita, anche in modo traslato. Gli animali che hanno ancora molto sviluppato questo senso lo usano appunto quando devono entrare in un territorio nuovo che non conoscono. Noi esseri umani compensiamo la vigilanza meglio con altri organi.

Quale dunque il problema che può incidere per noi esseri umani sull’olfatto?
Metaforicamente, il non riuscire a sentire cosa ci sta davanti o cosa sta dietro l’angolo (perché ovviamente è fuori dalla nostra portata visiva e non riusciamo a coglierlo), biologicamente ci costringe ad attivare di più l’olfatto perché gli altri organi non ci aiutano abbastanza. A questo punto entra in gioco la scoperta del dr. Hamer per cui il conflitto biologico si riversa sul nostro corpo, nell’organo funzionale al conflitto, quando è costituito da uno choc inaspettato e acuto.

Facciamo qualche esempio chiarificatore. Innanzitutto avviene che durante il conflitto della paura incognita attiviamo la mucosa nasale per annusare meglio (bruciore) quando poi il conflitto è risolto, abbiamo cioè preso visione e risolto la paura, avviene il processo di riparazione: la produzione di muco, elaborata dai nostri virus=pompieri. Il raffreddore è quindi già la risoluzione del conflitto.

Osserviamo i bambini che vanno all’asilo per la prima volta. Non siamo di fronte ai virus che hanno deciso di mettere su casa all’asilo, ma è il bambino che biologicamente vive per la prima volta un territorio nuovo a lui sconosciuto, una paura incognita, e tornando a casa risolve e arriva il raffreddore. Non caso non tutti prendono il raffreddore, perché non tutti vivono quella paura incognita. Osservate lo studente che deve superare un esame per lui difficile e incognito: dopo averlo affrontato arriva il raffreddore. Osservate chi prende l’aereo per la prima volta o chi va in vacanza in un Paese nuovo.

A questo aggiungiamo una ciliegina sulla torta.
C’è un conflitto di paura incognita che ci siamo costruiti con le nostre mani, retaggio della nostra infanzia. Quando le nostre mamme o nonne, sin da piccoli, hanno continuato a dirci :”Mettiti la maglietta, altrimenti prendi il raffreddore”, non hanno fatto altro che instillare in noi questa credenza, la paura del freddo. Diventa allora sufficiente prendere un colpo di freddo per far scattare in molti, ancora da adulti, la paura incognita di prendere il raffreddore… ed avendone paura, il raffreddore inesorabilmente e puntualmente arriva! 

Vi chiederete: “Allora, qual è la terapia?” Innanzitutto sarebbe necessario togliersi dalla testa la paura del freddo (il che, ovviamente, non significa che si debba per forza stare al freddo, vuol dire solo non averne paura, perché al caldo si sta decisamente meglio!) e la paura del contagio.

Nel caso in cui non fosse possibile comunque eliminare il conflitto di paura incognita possiamo/dobbiamo certamente aiutarci, prediligendo magari prodotti poco chimici, ma rivolgendoci alla Naturopatia (con qualcosa di balsamico e lenitivo o, meglio, riscaldante) o all’Omeopatia.  Gli studiosi di  Cromoterapia hanno stabilito inoltre che il colore rosso (colore caldo), scalda il corpo e stimola la produzione di sangue ed è dunque indicato per combattere la depressione, ma anche utile per curare il raffreddore e il mal di gola.

Al prossimo raffreddore, dunque, verificate in prima persona la paura incognita che avete vissuto poco prima e raccontatemi! raccogliamo statistiche.

59 thoughts on “Un’interpretazione psicosomatica suggestiva sul raffreddore

  1. Salve, questo anno sono stata ammalata più volte, due specie di influenze, una forte sinusite iniziata con il raffreddore, cosa che di nuovo si sta ripetendo ora, non riuscivo ieri ne anche a respirare.. ho letto sulla psiche e le malattie in quo caso il raffreddore, ma non riesco a capire il mio probema

    • Provi a farsi queste domande: c’è qualcosa che mi ha fatto paura qualche giorno prima dell’insorgenza del raffreddore?, qualcosa mi ha spaventata?, avevo qualche timore indefinito? Oppure, con lo sguardo rivolto al futuro e strizzando l’occhio ad un ipotetico e spesso provvidenziale “vantaggio secondario del sintomo”, si domandi se la febbre e/o il raffreddore (che hanno origine differente ma spesso si accompagnano) le hanno impedito di presenziare ad un particolare evento che a Lei non piaceva.. A volte le malattie e i malanni ci risparmiano situazioni sgradevoli oppure ci consentono di attirare l’attenzione di qualcuno, o semplicemente ci indicano che il nostro corpo è stanco, la nostra psiche è stanca, e ci obbligano a fermarci per riposare. Poi, dal momento che il raffreddore si manifesta o con il naso che cola oppure con il naso chiuso, provi anche a domandarsi questo: c’è qualcosa che mi ha fatto soffrire ma non ho potuto versare tutte le mie lacrime? (= il naso ha pianto per me) oppure c’è qualcosa che mi è risultato particolarmente sgradevole (= se ho la puzza sotto il naso me lo tappo). E’ sufficiente talora incontrare una persona che non si sopporta o che ci dice cose che non vorremmo sentire.. Mi ragguagli per favore, così imparo di più! Grazie e buona vita

  2. Buongiorno,
    ho trovato l’articolo molto interessante e condivido questo tipo di approccio. Purtroppo non ho la capacità di applicarlo su di me e le chiedo una mano..Quest’anno ho avuto più volte il raffreddore forte, quello che per giorni non riesce a scoppiare, con naso bloccato (non sento nessun tipo di odore o sapore) e forte mal di testa. Non assumo medicine tradizionali per cui ho provato facendo fumi ma ancora dopo 6 giorni nessun beneficio. Prima del raffreddore ho avuto anche bronchite e continuo a tossire sentendo catarro che si stacca in gola.
    Vorrei tanto poter comprendere l’origine del mio problema per risolverlo.
    Mi auguro un suo commento possa aiutarmi a star meglio.
    Grazie di cuore.

    • Come ho suggerito ad un’altra lettrice che mi ha posto una domanda analoga, provi a farsi alcuni quesiti: c’è qualcosa che, la prima volta che mi è venuto il raffreddore, mi ha fatto paura (sto parlando di qualche giorno prima dell’insorgenza), qualcosa ha causato spaventato, choc, o anche solo timore (come la paura di un esame da sostenere)?, avevo qualche timore di natura indefinita tale per cui ho dovuto affinare il mio “fiuto” per capire cose c’era dietro l’angolo? E, in quel momento/periodo era presente qualcosa – non necessariamente di particolare (un suono, un odore, una persona, ecc.) – che poi periodicamente ho avuto modo di re-incontrare e, per associazione inconscia, mi può aver causato le recidive? Ad esempio, ipotizziamo che la prima volta che Le è venuto il raffreddore stesse mangiando delle fragole… tutte le volte che mangerà le fragole è probabile che il sintomo si ripresenti, fino a risoluzione del conflitto… ma non è allergia allora!
      Oppure, rivolgendoci al futuro e sposando un’altra teoria che fa riferimento ad un ipotetico e spesso provvidenziale “vantaggio secondario del sintomo”, si domandi se la febbre e/o il raffreddore (che hanno origine differente ma spesso si accompagnano) le hanno impedito di presenziare ad un particolare evento (di lavoro, una cerimonia, un appuntamento) che a Lei non piaceva o che temeva.. Spesso le malattie e i malanni ci risparmiano situazioni sgradevoli oppure ci consentono di attirare l’attenzione di qualcuno ( = le persone attorno a noi, magari di solito assenti, si prodigano di attenzioni), o semplicemente ci indicano che il nostro corpo è stanco, la nostra psiche è stanca, e ci obbligano a fermarci per riposare. Poi, dal momento che il raffreddore si manifesta con il naso che cola oppure – nel suo caso specifico – con il naso chiuso, provi proprio a domandarsi questo: c’è qualcosa che mi ha fatto soffrire ma non ho potuto versare tutte le mie lacrime? (= il naso ha pianto per me) oppure c’è qualcosa che mi è risultato particolarmente sgradevole (= se ho la puzza sotto il naso, se non voglio sentire qualcosa di sgradevole, molto banalmente, me lo tappo!!). E’ sufficiente talora incontrare una persona che non si sopporta o che ci dice cose che non vorremmo sentire.. Il catarro è liberatorio… sputi il rospo! Grazie, mi aggiorni per favore e buona vita

  3. salve ho letto con interesse, ho spesso sofferto di sinusite anche da piccola.. ricordo interminabili aereosol( un tempo duravano un eternità) , e a ricorrenze molto distanti nel tempo alcuni episodi di sinusite davvero forti.. ora da alcuni mesi avvertivo qualche fitta alle tempie e di rimando sugli occhi ma nessun naso tappato o tosse. la dottoressa mi ha detto possibile sinusite…. dopo alcuni giorni mi si è scatenato forte raffreddore con forte mal di testa.. e da giorni mi da fastidio.. prendo il ribes nigrum che mi solleva un po’ ma non mi pare accenni a finire.. tentata di prendere l’antibiotico unico rimedio che le altre volte mi toglieva i sintomi… a proposito delle domande posso solo dire che si è scatenato raffreddore con forza quando mio padre è stato ricoverato d’urgenza per possibile infarto, però poi è stato dimesso perché diagnosi errata…non riesco a credere che sia quello il problema anche se la morte di persone care è un pensiero da un po’… una cara amica morta improvvisamente a settembre e il suo pensiero a tratti mi viene in mente e io lo ricaccio indietro…
    in ultimo a volte penso che se ho il raffreddore forse sono in fase di risoluzione ma il fatto che non passa. grazie se vorrà darmi una risposta. cordiali saluti

    • Gemtile Roberta, iniziamo con il dire che se ci sono recidive il conflitto non è del tutto risolto, almeno a livello inconscio. Tende a riproporsi un sintomo (soprattutto le infiammazioni, e quindi tutte le malattie che generalmente finiscono in -ite. bronchite, ecc.) nel momento in cui le circostanze sono analoghe a quelle in cui si è verificato il primo episodio (bastano piccoli particolari percepiti a livello subliminale, come un odore o un rumore). La sinusite non è propriamente raffreddore anche se, come Lei ha ben espresso, nel Suo caso, si manifesta con naso chiuso (= mi tappo il naso, non voglio usare il fiuto) e generalmente chi non vuole usare il fiuto è che ha paura (es. paura di affrontare una situazione) e spesso chi soffre di sinusite è una persona sensibile la punto che ha timore di provare emozioni negative (“.. il suo pensiero a tratti mi viene in mente ma lo ricaccio indietro”).
      Un’altra ipotesi psicosomatica relativa alla sinusite è legata alla collera, al fatto di essere stati contrariati, ma Lei non mi pare ravvisi episodi di questo tipo (.. o forse si è giustamente alterata per la diagnosi errata che ha causato un tale spavento). Collera può anche voler dire faticare ad esprimere la propria personalità in un certo ambiente o con alcune persone, difficoltà nel difendere le proprie posizioni e/o idee e quindi doversi adattare con un certo grado di frustrazione. La sinusite è un blocco e quindi potrebbe proprio indicare una situazione in cui ci si sente bloccati.. la rabbia allora “esce dal naso”! In questo caso la guarigione avviene nel momento in cui si riesce ad affrontare la situazione modificandola. Lasci fluire le situazioni, esprima eventuali sofferenze e/o collere e vediamo cosa succede! Mi tenga informata!

  4. Mi sono imbattuta nel suo articolo per caso e con piacere ho letto, senza però riuscire a chiarirmi bene le idee riguardo a ciò che mi sta accadendo da parecchio. Ho il naso che cola da oramai anni, circa una decina. E dallo stesso tempo ho cominciato a soffrire di mal di gola. Fino all’estate scorsa quando mi venne un ascesso tonsillare a conclusione di una brutta tonsillite. Avevo creduto di aver finito con le malattie, ma lunedì mi sono svegliata

  5. Con una brutta sinusite. Quindi, mi sbagliavo. Credo che la questione riguardi mia madre, ma è difficile da comprendere. Puntualmente questi episodi più gravi mi capitano sempre a ridosso di partenze o di spostamenti non del tutto voluti, quanto piuttosto imposti da non so quale me stessa. La ringrazio comunque perché credo di aver capito un po’ di più ora. Federica

    • Con enorme ritardo, Le rispondo ripetendoLe ciò che più o meno ho già scritto ad altri o nei post e cioè che purtroppo, quando c’è una recidiva, è probabile che il conflitto non sia risolto ma ritrovarne la causa originaria può essere dura. In generale la sinusite può rimandare ad una situazione che non si tollera più, alla quale proprio non ci si riesce ad adeguare più. Le viene in mente qualcosa? Nella Nuova Medicina Germanica le sinusiti sono considerate come la fase di soluzione di un conflitto del tipo “quella cosa mi puzza”, nel senso che non mi convince, devo “annusarla” meglio. Si definirebbe una “con la puzza sotto al naso”? Una persona difficile da accontentare (che non equivale ad un difetto!)? Mi colpisce questo collegamento che Lei da sola fa con Sua madre (qual è il tormento nascosto?), mentre la spiegazione data dalla NMG si avvicina di più alla sua ipotesi degli spostamenti (mi spiego meglio: mi devo spostare, non so dove, è normale che abbia paura, perchè non so cosa c’è dietro l’angolo) e quindi si scatena il conflitto. Se ha tempo e voglia mi descriva meglio a parole sue la sinusite e qualche dettaglio in più. Saluti e buona vita!

  6. Salve, ho trovato molto interessante l’articolo e le risposte ai commenti lasciati. Soffro di raffreddori continui ormai da circa 3/4 anni. Di solito iniziano da Settembre/ Ottobre e si manifestano in successione, non appena guarisco da uno, ne inizia un altro e così via. Ho fatto una serie di controlli perché immagino che il mio sistema immunitario stia cercando di comunicare qualcosa, ma dai controlli fatti ad oggi tutto sembra essere normale. Poiché i raffreddori non sono gli unici piccoli malesseri di cui ultimamente sembro essere la vittima designata, ho pensato possa trattarsi di qualcosa di psicosomatico. Questo raffreddore che ho preso adesso (in pieno Agosto) sembra essere nato dal nulla, in una situazione attuale peraltro molto positiva…sono finalmente in ferie, dopo mesi di duro lavoro e sono felice di potere dedicare del tempo a me stessa, alla famiglia etc. Ho paura che tutti i miei acciacchi abbiano tutti qualcosa di psicosomatico. Ho sofferto per anni di forti emicranie, ho lo stomaco estremamente delicato e soffro spesso di crampi e da qualche anno i raffreddori non mi lasciano tregua. Come posso decodificare e decifrare quello che che il mio corpo da anni sta cercando in tutti i modi di comunicarmi? La ringrazio e la saluto cordialmente.

    • Gentile Caterina, individuare la causa di un raffreddore non è sempre così semplice: in genere – come ho scritto nei miei post – sono traumi di piccola entità (vissuti in modo differente in base alla personalità) e si rimane in fase di conflitto attivo per un lasso di tempo limitato. Questo fa sì che il segno lasciato nella nostra psiche possa passare quasi inosservato. Quando il sintomo recidiva vuol dire che il conflitto non è risolto e che qualcosa (nello specifico tra settembre e ottobre mi verrebbe da dire) lo fa ripartire.. ma può trattarsi di uno stimolo subliminale (un odore, il fatto di tornare a lavorare con un determinato collega con il quale tempo fa si scatenò per la prima volta il conflitto.. o magari la stessa paura che a settembre le tornerà il raffreddore). Molto difficile risalire alla causa se non ricorda il PRIMO raffreddore.. Il primo consiglio è quindi di non accanirsi, di non pensarCi più per un po’ (= ansia anticipatoria) e magari di cambiare abitudini, dare una sferzata di novità in questi due mesi (compatibilmente con le sue possibilità ovviamente). Se proprio non riesce a “lasciar correre”, gli esperti di Fiori di Bach forse le suggerirebbero Rescue Remedy come Pronto Soccorso emotivo, Star of Bethlehem per i traumi e Scleranthus “per le recidive che non Le lasciano tregua”); alcuni nutrizionisti le proporrebbero invece di eliminare i latticini e il grano (insieme o in fasi alterne) per un paio di mesi (e non mi sento di dirLe di non provare perchè il latte è sicuramente mucolitico e così risolverebbe un po’ il sintomo.. che male non fa). Come per gli altri mi piacerebbe sapere di più di “come Lei vive questo raffreddore”. Lo stomaco, il primo a dover avere a che fare con ciò che riceviamo dal mondo esterno (compito arduo!) e deve metabolizzarlo, può essere indice di inquietudine, può indicare l’abitudine a “rimuginare” (come le mucche che devono digerire due volte le cose che ingeriscono) e talora manifestano contrarietà soprattutto economiche o finanziarie (questo vale anche per le ulcere ad esempio che sono “la malattia preferita” degli uomini d’affari).. Mi dica di più.. Saluti

  7. Salve… Ho passato un mese di inferno. Il mio adorato cane Tina dopo averla curata è morta ed io sono caduta nello sconforto più totale e nella tristezza assoluta. Immediatamente una brachialgia dx e da due giorni raffreddore,iniziato col mal di gola…tosse e febbre alta. Forse il mio corpo sta esternando tutto il mio dolore per la perdita subita in questo modo?
    Grazie

    • Assolutamente possibile. Il naso che cola è un pianto che non riesce ad esternarsi ed esaurirsi. oppure il naso chiuso potrebbe indicare il “non voler!” sentire (in senso lato) qualcosa che provoca dolore. Le braccia sono quelle che abitualmente usiamo per abbracciare e Lei è stata privata di un affetto. Il lato dx fa riferimento ad un simbolismo yin, quindi ad una figura femminile o al suo sentirsi madre/figlia, ecc. Il braccio, in sè, rappresenta, stando tra spalla e gomito, come una porta tra conscio e inconscio, quindi forse Lei è in un passaggio in cui sta prendendo consapevolezza di qualcosa, in cui DEVE accettare qualcosa. Ovviamente il braccio può anche far riferimento ad altre sfere come quella professionale. Mi tenga aggiornata. E mi descriva magari a parole sue la brachialgia: sono le parole che contano e fanno la differenza! Cordiali saluti

  8. Salve è un mese che ho le prime vie respiratorie infiammate, prima ho avuto la tosse secca poi grassa ,raffreddore e poi sinusite che continua attualmente.
    Quando ho iniziato la tosse lavoravo ai campi estivi con i bimbi dell’asilo e la sera prima che si scatenasse questo ho litigato con il mio ragazzo arrivando a dirgli ti odio.
    In quei giorni però lavoravo anche con una collega straniera con cui avevo difficoltà a comunicare e intolleranza per i suoi modi .
    Poi ho continuato con altre colleghe ma ho avuto la sinusite comunque .
    A fasi alterne dico di concludere la storia con il ragazzo per vari motivi e poi ci risentiamo.
    Prima convivevamo e poi per motivi lavorativi ci siamo separati e per me la lontananza mi crea tristezza in più i problemi si son accentuati.
    può essere la sinusite relativa a lui ? Oppure al campus estivo che era stancante
    Può esser dovuto ai cambiamenti ? (Prima abitavo con il ragazzo , poi ai campus e adesso son tornata a vivere dal papa)
    Grazie

    • Cara Roberta, la sinusite è legata spesso ad una situazione, un’atmosfera, che non riusciamo più a tollerare, un qualcosa di troppo duro che non si riesce più a soffrire, quindi si può legare sia al fidanzamento interrotto sia al rapporto conflittuale in ambito lavorativo. Tenga presente che secondo alcune teorie, quando il sintomo si manifesta, il conflitto è in fase risolutiva (o perlomeno sta tentando di farlo… perchè spesso ci sono recidive). La sinusite ci rimanda alla difficoltà di “far fronte” ad una determinata situazione spesso accompagnata da un vissuto di collera per incapacità/impossibilità di esprimere la propria personalità e/o le proprie idee. Direi che Lei si è fatta da sola ottime ipotesi diagnostiche tra le quali è difficile fare una diagnosi differenziale senza ulteriori dettagli… ma forse, mentre sta leggendo, avrà l’intuizione corretta di quale – tra le tante – è stata la causa scatenante. Cordiali saluti.

  9. Buongiorno,
    sono molto interessata alla metamedicina, io sono mesi che alterno, dopo la morte della mia meravigliosa mamma, muco in gola, naso come se avessi della colla che fatica a farmi deglutire e a respirare talvolta, faccio dei periodi in cui sto bene e periodi non molto, mi cola talvolta anche molto il naso, ma la cosa più fastidiosa è la gola con questo muco, ho anche un pò di problemi di sinusite che mi causa fastidi anche all’occhio e il medico dice che potrebbe trattarsi anche di reflusso, vorrebbe darmi dei farmaci, ma io preferisco prendere sempre prodotti naturali o fare terapie naturali…adesso per esempio volevo provare la riflessologia plantare. Tutti questi disturbi, potrebbero essere causati dal dolore forte che ho provato per la morte di mia madre? Purtroppo non c’è stato solo questo evento, ma altri a seguito di mia madre, ho passato mesi molto tristi e a seguito di questi periodi, ho iniziato ad avere tutti questi disturbi. Possono essere correlati?
    Grazie di cuore.

    • Putroppo la risposta è assolutamente SI’. Jodorowsky diceva che un naso che cola è un pianto non espresso completamente. Rispetto alle risposte che ho ho dato precedentemente ad altri lettori mi colpisce il riferimento forte al “muco” (non ha parlato, come altri, di “naso chiuso” a causa del muco ad esempio) e sarebbe interessante che Lei mi dicesse a parole sue cosa è per lei questo “muco”.. A me viene in mente qualcosa di appiccicoso del quale però fatichiamo a liberarci. Un lutto è un trauma che vorremmo non ci facesse soffrire più ma che nessuno vuol dimenticare. Dubito che Lei voglia dimenticare la mamma! La porta sempre con sè. Anche il reflusso è un qualcosa che non essendo digerito ritorna, si “ripropone”, come un pensiero ruminante. La sinusite in sè rimanda ad una situazione difficile da reggere (in ambiti differenti – Si legga i post precedenti). Ogni terapia naturale La potrebbe aiutare a lenire i sintomi di un disagio che, per quanto ci sembra strano, è già in fase di risoluzione, senza negare i tempi e le emozioni del corpo. Un lutto nella società di oggi bisogna superarlo in fretta (lavoro, ecc.), ma non è facile a farsi! Provi – improvvisazione dell’ultimo minuto – a portare con sé un oggetto appartenuto alla mamma.. e per un po’ le parli, le scriva, fino a quando il lutto non sarà superato, non si sentirà più in balìa delle emozioni e – si spera – non diventi lutto patologico.

  10. Buonasera,
    cercavo in internet una risposta ad un quesito e ho trovato questo sito…scrivo nella speranza di trovare la risposta che sto cercando.
    Premetto che da anni uso NMG e Metamedicina per capire l’origine dei disturbi che si manifestano sul piano fisico, quindi ne conosco bene i principi e il significato.
    Sto cercando aiuto qui perché nei miei libri non trovo la soluzione.
    Mio figlio di 20 anni ha una continua produzione di muco polmonare.
    Il tutto è iniziato con un forte mal di gola, seguito da una tosse stizzosa e “nervosa” e ora , dopo settimane continua a produrre catarro giallo . La tosse si è ridotta , ma non sparita dal tutto e “non sta bene” , nel senso che ha speso gli occhi lucidi come “covasse ” sempre un’influenza.
    Ecco questa la situazione. Spero di averv fornito elementi sufficienti per una Vs cortese risposta,
    grazie,
    Cinzia

    • Cara Signora Cinzia, come probabilmente avrai letto dall’ultimo post, non seguo più attivamente il Blog (rimango attiva un po’ su FB), ma, anche se in ritardo, provo a risponderLe lo stesso.Se Lei ha letto le mie precedenti risposte a domande pregresse, avrà sicuramente letto come Jodorowsky si riferisce ad un naso che cola come ad un pianto non espresso completamente. Tuttavia, in questo raffreddore – e quindi rispetto alle risposte che ho ho dato precedentemente ad altri lettori – qui c’è un forte riferimento al catarro, al “muco” (non ha parlato, come altri, di “naso chiuso” a causa del muco ad esempio) e sarebbe interessante che Lei mi dicesse a parole sue cosa è per lei questo “muco”.. A me viene in mente qualcosa di appiccicoso del quale però fatichiamo a liberarci. Potrebbe esserci stato qualcosa che Suo figlio non ha potuto esprimere (=mal di gola), seguito da una forte rabbia e frustrazione (= tosse paragonata ad un cane che abbaia) e poi ad una risoluzione parziale del conflitto ( = ” sembra sempre covare qualcosa e ha gli occhi lucidi come per un pianto su punto di erompere) con la secrezione del muco (quella che Hamer chiama “fase di riparazione”? Può essersi trattato di qualcosa che ha sentito e ha scatenato paura e “conflitto di puzza” ( cioè situazioni che si devono subire pur avvertendo che non sono trasparenti, che “quacosa puzza”)? Sicuramente solo Suo figlio può darLe queste risposte. Resto a disposizione per un eventuale e graditissimo feedback. Cordiali saluti.

  11. Buongiorno, condivido la mia recente esperienza per migliorare l’inferenze statistiche. Tre giorni fa mi sono lanciata in un doppio esame universitario, prima volta che mi arrischio tanto.
    La sera stessa mi è venuto un gran raffreddore,niente mal di gola, niente febbre, colpito solo il naso, iper produzione di muco. Per due giorni mi sono curata a spremute e tisane. Stanotte poi ho sognato di essere tornata all’asilo (!!), e stamattina la “magia”, naso stappato. Questo articolo mi sono trovata a leggerlo poco fa, quindi posso assicurare che non si è trattato di un condizionamento ( che comunque, anche se fosse, non guasterebbe come dimostrazione del fatto che tal volta basta dare un significato ai nostri mali per attenuarli). Sono ancora molto colpita dal sogno fatto, avvalora il mio pensiero che spesso un buon sonno e i sogni giusti sono un’ottima medicina. Vi ringrazio e auguro a tutti una buona giornata!

    • Carissima, come probabilmente avrai letto dall’ultimo post, non seguo più attivamente il Blog (rimango attiva un po’ su FB), ma, anche se in ritardo, provo a risponderti lo stesso perché ti devo ringraziare del tuo feedback. L’ho sempre sostenuto che chi lavora nelle relazioni d’aiuto impara sempre di più dai clienti che dai libri! Hai sperimentato che il raffreddore non è un virus o che se anche lo fosse colpisce chi è più incline a “prenderlo”, chi ha “un terreno fertile”: nel tuo caso la paura dell’esame ha aumentato la funzionalità del naso pensando di fare una cosa giusta. Purtroppo per noi non è così funzionale avere il raffreddore in certe circostanze! Molto interessante anche il riferimento ai sogni, grazie! Vedrai che adesso, “svelato il trucco”, avrai meno raffreddori “da paura”. Buona vita!

  12. Carissima, ho letto per caso il tuo articolo perchè cercavo di capire seil mjo problema possa indicare qualcosa che non comprendo. Il 29 gennaio 2015 ho avuto un forte raffreddore con catarro che non passava nemmeno con i mucolitici, l’areosol di cortisone, gli antibiotici ripetuti.
    dopo un mese e più c’è stata una remissione dei sintomi ma è rimasto un fastidiosissomo e limitante muco retronasale; sembrava che io avessi la parte alta della gola, tappezzata di muco spesso che mi costringeva a raschiare la gola, a tirare su con il naso nel tentativo di eliminarlo ma non c’era niente da fare. A volte sembrava che mi soffocasse anche se per pochi istanti. non è mai passato, da allora! Adesso da due seytimana sono di nuovo in preda ad un raffreddore simile a quello dell’anno scoro. In certi brevi momenti, soprattutto al mattino, riesco a tirere su il catarro e a inghiottirlo e per qualche minuto il retronaso è completamente libero e mi sembra di sognare…Ma dura poco, purtroppo!
    Ho dei problemi con mia nuora, la moglie del mio primogenito (io ho 64 anni e lei 36); mi odia e non esita a farmelo capire a parole molto villane, a gesti e posso vedere i nipotini solo se devo portarli all’asilo oppure andarli a prendere (2/3 volte la settimana). NOn posso dirle tutto ciò che penso di lei perchè ho tutto da perderci, non mi lascerebbe più vedere i bambini: lo ha già detto.
    Non vedo l’ora che crescano, ma ci vorrà molto tempo, per poterle dire finalmente quanto male mi sta facendo. Parla maler di me con i bambini e con tutti quelli che le danno corda. Soffro come un cane!
    La odio fortemente e a volte vorrei che morisse!
    Tu dirai: “e tuo figlio, in tuttoquesto?”
    Bene, la scelta è parlare e rischiare che lei se ne vada con i bambini(l’ha già detto alcune volte) oppure fare buon viso a cattivo gioco e accettare il suo comportamento anche perchè litigano già molto e sempre davanti ai bambini….
    Ciao, grazie per abver letto il mio sfoco e, se puoi, rispondimi. Ho capito mentre scrivevo qual’è l’origine del mio disturbo, ma ti ptrego, dammi un suggerimento per non ammalarmi di più. Grazie di tutto cuore.

    • Cara Franca, come probabilmente avrai letto, non seguo più attivamente il Blog ma, anche se in ritardo, provo a risponderti lo stesso. Hai in effetti colto da sola quali potrebbero essere i fattori scatenanti il tuo disagio, che è quasi come un’allergia in senso lato. Usi parole che sono vere e proprie metafore di vita: “soffocare”, “inghiottire”. Cosa ti fa soffocare? Cosa inghiotti a fatica? Non ho la bacchetta magica per dirti come risolvere i problemi con tua nuora (magari!), perché bisognerebbe fare una consulenza più lunga e lavorare sulla comunicazione, tenendo presente che se cambi tu, allora cambierà anche lei, perché siete due anelli della stessa catena: se tiro un anello a destra, allora anche figli altri verranno attratti in quella direzione. Il cambiamento avviene prima in noi! Il rapporto nuora-suocera è da sempre stato problematico e sicuramente ci sono aspetti inconsci che incidono nei vostri alterchi, ma modificando alcune comunicazioni in modo strategico potrebbe cambiare qualcosa. Il primo passo per non ammalarsi è proprio PARLARE, buttare fuori, ma non necessariamente insultando o criticando. Usa il più possibile una comunicazione non accusatoria, ma usa “messaggi-IO”: ad esempio “Io sto male perché… Io mi sento così.. e dato che entrambe vogliamo il bene dei bambini potremmo trovare un compromesso”.. Non attaccarla, perché quella è la premessa inevitabile di un gioco al massacro: parla con il cuore di come ti senti tu. Non è essere arrendevoli o passivi: si tratta di essere “strategici”. E tieni presente che nel sistema c’è anche tuo figlio.. e non è un fantasma di cui possiamo dimenticarci.. Spero di averti dato qualche spunto di riflessione.

  13. Salve
    Conosco da anni omeopatia e naturopatia e mi sono imbattuta in questo articolo cercando qualcosa che potesse illuminarmi sul conflitto dei miei figli.
    Ho una bimba di 2 anni e uno di 5 mesi.
    Da Dicembre mia figlia ha continui raffreddori….a volte il naso cola, a volte tosse grassa. Poi passa e dopo qualche giorno tosse secca e gola infiammata.
    So perfettamente che l’arrivo del fratellino potrebbe essere la principale causa dei malanni, anche se insieme sono teneri e lei è protettiva e dolce con il piccolo.
    Qualche mese fa io e mio marito abbiamo avuto un brutto litigio a cui, mio malgrado, la bimba ha assistito.
    Subito dopo ha avuto la sesta malattia….e questa serie di raffreddori che adesso presenta molti rumori catarrale.
    In più è molto irrequieta e combina spesso marachelle che portano a forti rimproveri.
    La sto curando con gli oligoelementi….
    Il piccolo ha avuto raffreddore e mi chiedo se c’entra l’allattamento materno.
    Ad ogni modo vorrei aiutare la mia piccola a farle eliminare questo catarro.
    Vorrei poterle chiedere cosa non riesce a raccontarmi……ma è troppo piccola.
    A volte sento il catarro in gola e.lei nemmeno tossisce.
    Mi faccia capire come posso aiutarla.
    Grazie

    • Buongiorno. Se la Sua piccola è ancora incapace di giocare con le marionette o di fare disegni/scarabocchi dai quali poter fare inferenze e ipotesi non vuol dire che il suo mondo interiore non sia pieno di emozioni che lei non conosce e men che meno sa gestire. La gelosia verso il fratellino può avere una sua valenza (espello qualcosa di brutto che non mi piace, piango lacrime “mimetizzate” perché intuisco che i miei genitori non sarebbero contenti di sapere che mi dispiace essere stata defraudata dal mio ruolo di reginetta, tossisco per “abbaiare ad un nemico”, oppure ho superato una paura che vivevo come minaccia, ecc.): tenete presenti che i sentimenti verso i fratelli sono spesso ambivalenti a questa età e una quota di gelosia è contemplata. In più non so se va al Nido, come è avvenuto il distacco, ecc. Tenderei ad escludere il litigio genitoriale perché mi sarei aspettata una crisi acuta e di altro genere. Sul fratellino minore, mi dispiace, non saprei come aiutarla.. I figli, lo ribadisco spesso, possono anche esprimere vissuti genitoriali, perciò rileggendo le mie risposte a vecchie domande magari Lei, come mamma, si riconosce in qualcuna di questa situazioni. Possiamo, se Lo desidera approfondire. Usi il più possibile cure dolci e la aiuti ad esprimere le sensazioni, magari appena ci sarà bel tempo fate una bella corsa in giardino, lavorate con le mani… le faccia “buttare fuori”, perché è sempre meglio “fuori” che “dentro”. Saluti.

  14. Buongiorno Dottoressa e complimenti per l’articolo e per il sito, in questo ultimo periodo sono parecchie le situazioni di peso emozionale di cui mi sto facendo carico ma soprattutto autoosservazione, e di conseguenza il mio corpo ha espresso già più volte nell’ultimo periodo dei raffreddori e giorni di febbre, ho notato in particolare modo un nesso molto preciso tra gli eventi che sto vivendo e la reazione corporea, sono un cantautore e nei momenti prima di un esibizione mi capita spesso di contrarre una febbre o un sintomo fisico di resistenza, in questi ultimi giorni ho di nuovo affrontato alcune questione profonde relative in particolare a rabbia e paura repressa e mi è successo di sentire delle vampate di calore improvvise all’altezza del petto proprio nell’istante in cui liberavo un’emozione senza più reprimerla, ecco che dopo questo evento ho contratto di nuovo un raffreddore e una necessità di tirare il freno rispetto a tutto quello che sto facendo, quasi come concedermi il beneficio di sedermi sulla riva di una spiaggia e lasciar fare al mondo le cose, inoltre ho necessità di bere tantissimo e mangiare meno, quasi come se dovessi purificarmi, Grazie mille per il suo contributo al benessere umano, Roberto

    • Grazie infinite a Lei Roberto. Non mi è chiaro se rabbia e paura repressa siano da collegarsi alla Sua professione (e quindi il vissuto corporeo indicherebbe un conflitto latente.. come tra cuore e ragione) o se sono sentimenti slegati. Il Suo lavoro la appaga o ci sono frustrazioni? Le viene riconosciuto dalle persone che ha accanto? Riceve abbastanza riconoscimento monetario in base ai Suoi criteri e allo sforzo e all’impegno che profonde? Oppure il futuro è sempre incerto e quindi genera paura? Queste sono alcune delle domande che dovrebbe prosi per porre fine alle recidive. Sicuramente esprimere emozioni negative, imparando a gestirle e “accoglierle”, a sentirle per quello che sono, cioè messaggi da decifrare, non può che aiutarLa, così come Le serve sicuramente assecondare il corpo quando chiede una pausa ristoratrice, cosa che quasi nessuno fa. Complimenti! Magari spulci tra le Risorse di Auto Aiuto che metto a disposizione sul Blog che se c’è qualcosa che potrebbe aiutarla con l’ansia, altrimenti si potrebbe approfondire e pensare ad esercizi più “mirati” e specifici. Buona vita

  15. Salve, ho trovato molto utili i suoi consigli. Da sempre nei momenti cruciali della mia vita soffro di raffreddore, anche in piena estate. Di solito si verificano sempre intensi con naso tappato che cola, e più di una volta ho riscontrato che arrivavano quando non mi permetteva di piangere e di sfogarmi da una delusione, una sconfitta o nel non voler metabolizzaee un forte dispiacere. Questa volta però mi sono ritrovata con un raffreddore atipico per me, un susseguirsi di numerosi starnuti per tutto il giorno, con un pizzicore al naso insopportabile. Non ho muco e non è non è nemmeno troppo tappato. Si è verificato dopo uno chock emotivo, da circa un anno ho un rapporto molto altalenante con una persona, ci siamo avvicinati in un momento difficile che ci accumunava, abbiamo vissuto una forte passione terminata per il suo essere gia impegnato. Per poi ricominciare poco dopo da liberi tutti e due senza mai dichiararsi niente, come se uno aspettasse sempre l altro e per rifinire con lui di nuovo impegnato con un altra. Dopo 5 mesi lui è tornato da me, senza lasciarla, ma io gli ho permesso di venire da me…e sono uscita schoccata da quell incontro e mi sono svegliata con questo raffreddore. È quattro giorni che ce l ho e non va via, premettendo che lo vedo tutti i giorni sul luogo di lavoro, so che devo elaborare il trauma per farlo passare ma non so da che parte iniziare. Spero in una sua risposta, grazie.

    • Singolare questo susseguirsi di starnuti… Il naso starnutisce quando si difende da corpi estranei e deve espellerli. Sene risuonare qualcosa nelle mie parole? Nel caso, bisognerebbe elaborare il trauma, perché la separazione è un vero trauma come se fosse un lutto (magari aiutandosi con rituali o Fiori di Bach) e vedere cosa succede. Provi un esercizio di Auto Aiuto che c’è nell’apposita sezione per spezzare i legami e cambi qualcosa nella sua vita dato che non può cambiare lavoro. Magari basta un taglio di capelli per sentirsi una donna nuova. Mi tenga aggiornata perché potremmo approfondire e vorrei capire meglio. Buona Pasqua Alice! Buona vita! P.S. Si legga “Donne che corrono coi lupi”: basta uomini impegnati perché anche se poi si liberano, la storia è in qualche modo inquinata… proprio come la polvere che fa starnutire!

  16. Salve ho letto con interesse il suo articolo è ho capito e avuto conferma di ciò che avevo notato ho perso mio marito un anno e mezzo fa e da allora mi sto ammalando molto di frequente anke oggi sono a letto con un forte raffreddore febbre che non passa da 5 giorni e mi sono accorta che coincide con delle cose che devo fare che riguardano mio marito, l ultima la tomba in pietra che attualmente è in legno, ma la cosa mi è stata pesante da subito, sono stata costretta xche mia suocera ha lo stesso male di mio marito sta molto male e continuava a chiedermelo, il dover mettere delle pietre mi ha dato un senso di definitivo e mi sono sentita male, due giorni dopo aver incontrato chi la doveva realizzare ….riecco la malattia e mi rendo conto che la depressione ha sicuramente avuto la meglio anke in altre cose il blocco della tiroide è stato l altro sintomo.Vorrei sapere se con cose naturali posso migliorare il mio stato emotivo xche per ora le medicine che mi danno per la depressione mi deprimono ankora di più. Grazie

    • Certo che le cose naturali possono aiutarla, ma non mi sento di toglierLe alcuna prescrizione medica, cara Donatella: non è mio compito… e non si aspetti comprensione qualora qualche medico della Medicina tradizionale dovesse ridere sapendo che Lei assume farmaci omeopatici o simili. Il lutto è un grave trauma da superare e comunque ci vuole del tempo per superarlo: si lasci del tempo per metabolizzarlo, si perdoni. Ci sono svariati rimedi omeopatici contro la depressione e anche i Fiori di Bach.. il primo da prendere è sicuramente Star of Bethlehem (per i traumi) e per il resto sono certa che troverà un BRAVO farmacista che saprà scegliere il fiore ( o “i” Fiori) più adatto per Lei. Inizi anche a non fare più le cose che la fanno star male, si liberi dai vincoli familiari e dalle pressioni sociali: si tratta di egoismo, forse, ma di un egoismo “sano”. Cerchi spunto nelle Risorse del mio Blog di Auto-Mutuo-Aiuto (la rete di resilienza, il Luogo sicuro, la coerenza cardiaca, ecc.) e cerchi fare movimento e soprattutto di ridere… Lo so che non è semplice, ma se all’inizio sembrerà forzato, poi piano piano le verrà più spontaneo: si crei quindi spazi o oggetti concreti che la fanno stare bene, serena, tranquilla. Mi viene da dire che ci vorrà del tempo ma “ci deve mettere la pietra sopra” psicologicamente più che concretamente su quello che Le è successo, anche se non dimenticherà mai, ma dovrà metabolizzare e “accettare”.
      Ho letto inoltre che sia l’agopuntura che il canto (ebbene sì, il canto – cerchi Dr. Oler Torsunov) possono aiutare la tiroide, ma quali problemi ha esattamente? Mi aggiorni. La abbraccio. Dott.sa Scrivano

  17. Le scrivo dopo aver letto l’articolo. Premetto che non mi ammalo mai di raffreddore febbre e mal di gola. Mi trovo da pochi giorni in un posto molto caldo (vengo da uno molto freddo) e ho effettivamente sviluppato preoccupazioni per un argomento del quale non riesco a prevedere l’esito e che mi provoca molta ansia proprio due giorni prima di sentirmi male. Aggiungo che avrei voluto parlare delle mie questioni con qualcuno dei miei amici o persone care, ma anche loro sono in fasi della loro vita un po’ difficili e quindi ho preferito tenermi tutto per me per non sovraccaricare gli altri… e qui questo strano mal di gola ci sta tutto, non ne ho mai sofferto… che dire, non è certamente il freddo la causa di questo malore visto che vivo al freddo per quasi tutto l’anno e non mi è mai capitato nemmeno mezzo raffreddore!

    • La gola ci indica che ci sono effettivamente cose non dette da “buttare fuori”, magari rabbiosamente, cara Nadia.. ma com’è il Suo raffreddore? Me lo potrebbe descrivere a parole sue? Naso tappato, naso chiuso, naso che cola, ecc..

  18. Buona sera e un periodo che sono molto ansioso al riguardo della malattia hiv ho fatto anche esami con esito negativo ma quello che mi preoccupa e questo soffiarmi il naso tante volte al giorno cosa che nn mi è quasi mai successo può essere che ho tanta paura e angoscia di questo sto prendendo a che ansiolitici

    • Il naso che cola indica un pianto inespresso.. le risuona? C’è qualcosa che le ha causato dolore recentemente? Sensi di colpa? Oppure se lo soffia quasi come un tic?
      Eventualmente si faccia consigliare da un bravo – e sottolineo BRAVO – farmacista dei Fiori di Bach per la paura eccessiva e l’angoscia che sicuramente non l’aiutano.

  19. Buongiorno, scrivo in merito a un periodo non proprio felice per la mia gola.
    Ho sempre sofferto di mal di gola e raffreddori, ma sempre gestibili e passeggeri.
    Da ragazzina perdevo la voce anche due volte l’anno.
    Poi l’anno scorso ho avuto una laringite acuta (non mi succedeva da anni) che è tornata a inizio maggio di quest’anno. Pensavo si fermasse lì, e invece a fine maggio è arrivata una tonsillite (MAI sofferto di tonsilliti), la cosa che mi ha fatto preoccupare è stata la febbre, non la avevo da almeno 10 anni così alta. E quindi febbre, placche in gola, etc.
    Prendo l’antibiotico (ahimè) e mi passa. Sembrava tutto a posto, invece dopo un mese ritorna, febbre, placche in gola e altri fastidi. Io, ovviamente, ancora più preoccupata. E altri antibiotici.
    questo il quadro fisico.
    Ecco il contesto: la prima laringite è coincisa con un impegno che ho intrapreso ma che non avevo alcuna intenzione di fare (fatto unicamente per fare un favore).
    Le tonsilliti sono coincise con l’essere inciampata in questa persona, un uomo con cui ho avuto una storia e mi ero innamorata ma che razionalmente so che è la persona sbagliata per me e mi farebbe solo male stare con lui. Tuttavia, l’ho incontrato per caso pochi giorni prima delle tonsilliti, abbiamo passato la notte assieme. Non sono mai riuscita a dirgli i miei sentimenti, perché lui ha sempre messo le mani avanti, e io sono rimasta bloccata in questo senso.
    Inoltre la seconda tonsillite è arrivata dopo aver ricevuto due notizie molto brutte.
    Dal momento in cui non ho mai sofferto di tonsilliti, possono esse essere arrivate per avertirmi di qualcosa?
    Le scrivo perché credo che lei possa capirmi, se ne parlo a conoscenti e medici si fanno una bella risata…

    • Le tonsille gonfie, infiammate.. sicuramente rabbia.. Il rimanere senza voce: non aver potuto dire apertamente ciò che si voleva. Con un consulenza più approfondita avremmo forse potuto stabilire meglio i dettagli ma Lei è stata bravissima, cara Anna, a individuare fattori scatenanti. Resta da capire perchè ha così paura di esporsi, di dire di no, così forse da aumentare l’autostima.. Ha mai pensato ai Fiori di Bach?

  20. Confermo..ieri incontro importante…e il giorno prima mi è scoppiato il raffreddore, quando ormai mi ero tranquillizzata nell’affrontare questo mio impegno

  21. Buongiorno,
    Cercando su internet il significato psicosomatico della sinusite ho trovato questo articolo molto interessante. ….da circa 15 gg manifesto problemi all’apparato respiratorio…tutto inizia con un semplice bruciore di gola che provo a curare con l’omeopatia… ma nulla….. chiedo consigli a 3 omeopati diversi cambiando rimedi senza ottenere risultato…. nel frattempo mi inizia un raffreddore che inizialmente sembrava essere blando….invece poi da circa una settimana ho una congestione nasale con muco verde e tensione frontale che la notte mi lascia insonne a causa del fatto che il mio naso si occlude completamente. …. domani ho la visita otorinolaringoiatrica ed il dottore al telefono mi ha anticipato che potrebbe trattarsi di sinusite.. in questi giorni più volte rivolgendomi a mio figlio di quasi due anni ho detto “tu mi soffochi!” …perché ultimamente è più appiccicoso e lagnoso del solito ed io sono esausta…. nemmeno lui è stato bene ed è ancora pieno di catarro e ha tosse grassa…. credo che questa situazione possa c’entrare anche perché ultimamente ho degli scatti di aggressività con lui… mi sento spesso frustrata per la mia incapacità di pirtare a realizzazione i miei progetti personali creativi (sono una cantante)….aspetto Sue notizie! Grazie!

    • Gentile Luisa sicuramente la situazione che sta vivendo ha delle correlazioni rispetto ai sintomi. Mi piacerebbe farLe più domande ma questo diventerebbe una sorta di consulenza. Cerco di darLe comunque degli spunti di riflessione. Se Lei legge le risposte precedenti sicuramente troverà analogie al suo caso per quel che riguarda naso tappato (come anche il muco appiccicoso come il figlio, ecc.), ma la cosa che la rende unica è l’espressione “tu mi soffochi” che ha rivolto a suo figlio. Credo che questa potrebbe essere la metafora giusta che funzioni come chiave di volta. Ammette di provare rabbia e allora io Le suggerirei di curare quell’emozione usando ad esempio il Fiore di Bach Holly ( per la rabbia) e/o Willow (specifico per il risentimento) e di aggiungere in miscela Larch (per l’autostima) e sicuramente almeno un altro Fiore: ci sono diversi Fiori che possono rimandare alla sua frustrazione per non riuscire a portare a termine i compiti, ma non potendo approfondire in questo contesto Le suggerirei di leggere la descrizione dei Fiori su un qualsiasi sito di floriterapia che Le sembri serio e di scegliere quello che Le risuona di più). Si accia delle domande. Si autocommisera per questa situazione? (Chicory); si arrabbia con se stessa? (Willow e Crab Apple) e così via.. Infine, sicuramente, deve esprimere ma in modo funzionale la Sua rabbia per non cronicizzare il disturbo o ammalarsi di più.

  22. Confermo…dopo tre lunghi estenuanti giorni di crisi e pianto in cerca di una soluzione ad un evento bruttissimo, al quarto giorno, ovvero quando la mente si è schiarita è arrivato il raffreddore, ovviamente senza naso che cola!

  23. Buongiorno ho letto con interesse il suo articolo. Fin da bambina ho sofferto di mal di gola e raffreddori ricorrenti. Lunghe ed estenuanti cure. Ora che ho più di 50 anni non ho risolto questo problema. Come spesso accade, se mi trovo in situazioni x me ” a rischio” es. luoghi molto freddi del supermercato, sento il freddo penetranti nella testa. Il.mio pensiero è: “ecco, ora mi verrà mal di gola e raffreddore” Poi mi viene un forte senso si pesantezza alla testa. Come è accaduto molte volte pochi giorni dopo sento male all’orecchio sinistro e mal di gola e raffreddore. Ho visto molti otorinolaringoiatria di fama, fatto molte terapie con antibiotici e mucolitici. Al momento passa, ma non si risolve la mia vulnerabilità al freddo e sl sedo di disagio che provo al freddo. Non le ho pareato dei miei conflitti perché esulerebbe, ma ne ho molti di irrisolti.Grazie per la sua attenzione. LA ringrazio se vorrà gentilmente rispondermi.

    • Cara Sig.ra Lucia, in realtà i suoi vissuti conflittuali sarebbero stati argomento privilegiato di una eventuale consulenza privata, perché ci avrebbero indirizzato verso la compresnsione di cosa differenzia il Suo raffreddore da quello degli altri. Sicuramente il pensiero, le emozioni, le immagini evocate dal suo dire “Ecco, mi verranno mal di gola e raffreddore non la aiutano”, perché è un classico caso di “profezia che si auoto-avvera; in secondo luogo, Lei per prima collega il Suo malessere a situazioni percepite come potenzialmente pericolose o comunque sconosciute (nelle quali bisogna affinare il senso dell’olfatto oppure tapparsi il naso perché non si sopporta di sentire un odore) e anche in questo caso una nuova la consapevolezza doverebbe aiutarLa; il mal di gola è un sintomo complesso perché si presta a differenti letture psicosomatiche metaforiche: es. c’è qualcosa che non ha detto in tutti questi anni a qualcuno (magari deceduto o allontanato nel periodo in cui le si sono manifestati per la prima volta i sintomi?, c’è un periodo particolare dell’anno in cui si manifestano?, c’è qualcosa che avrebbe voluto ottenere e non c’è riuscita = boccone mancato?, ecc. Il fatto che peggiori col freddo mi fa pensare ad un Fiore, Mimulus (legato peraltro alle paure), ma se vuole chieda ad un bravo (!9 farmacista floriterapeuta. Il lato sinistro del corpo generalmente fa riferimento a figure femminili (madri, figlie, ecc.): le risuona qualcosa in merito? Mi faccia sapere. Buona vita

  24. Salve
    Le volevo chiedere se vale anche nei bambini… perché ho mia figlia di 3 anni che ha continuamente raffreddore che a volte si trasforma in catarro con tosse!
    Non riesco a capire il perché… faccio cure omeopatiche ma a volte devo ricorrere all antibiotico!

    • I bambini, sino a 12 anni (per altri Autori in età diversa) – e la stessa cosa vale anche per l’animale domestico – possono essere la proiezione di un membro della famiglia o dell’ ambiente in cui sono inseriti o del sistema. Le domande se Le ponga prima lei come mamma e poi indaghi sulla figlia, se ha vissuto eventi spiacevoli che ovviamente non può ancora esprimere benissimo. Cordiali saluti

  25. Salve sono un ragazzo di 20 anni e ieri mi è stata diagnosticata la colite ulcerosa.tutto è cominciato a metà luglio con sanguinamenti fino ad arrivare alla diarrea.ero in un periodo di forte stress per la preparazione al test delle professioni sanitarie che poi non ho passato.ora a distanza di mesi mi trovo con gli stessi sintomi a studiare materie a cui non sono interessato.inoltre ho dovuto smettere atletica,esco poco e mangiando determinati cibi ho perso anche peso.la cura per guarire secondo la medicina tradizionale non esiste o meglio:una volta raggiunta la remissione si prendono farmaci per mantenerla il più a lungo possibile.ho letto alcuni casi di persone che tramite l’aloe sono riuscite a “guarire” e quindi mi sono attivato anche per questo.volevo chiederle se mi può dare una mano visto che la colite ulcerosa è associata al sistema immunitario e allo stress.è possibile che proprio non esista una guarigione definitiva?io sono arrivato al punto di capire che “non tutti i mali vengono per nuocere” nel senso che le malattie sono manifestazioni che il nostro corpo ci manda quando non abbiamo affrontato qualche situazione o esiste un problema di fondo che non abbiamo sistemato.grazie in anticipo per l’aiuto

    • Mi scusi per il ritardo ma il Blog segnalava la Sua email come spam. C’è un indirizzo email segnalato sul Blog, ma se la consulenza è particolareggiata rientra in una prestazione professionale. Qui, nei commenti, ovviamente, posso solo essere generica per non violare la privacy. Cordiali Saluti. Dott.sa Scrivano

  26. Salve da 4mesi che ho il sintomo dello starnuto e li x scoppiare ma non esce ho fatto laringoscopia anch’esse prove allergici e in fine una tac polmoni solo inizio di bronchite che il medico mii a fatto curare tutto negativo volevo sapere cosa potrebbe di pendere questo starnuto mancato e cosa bisogna fare grazie x la sua disponibilità aspetto una sua risposta

    • Cosa sta per scoppiare e lei non lo consente, consapevolmente o inconsapevolmente? Cosa trattiene? Provi a dare una risposta a questi quesiti Gentile Genny e ci aggiorniamo. Lo starnuto aiuta a da espellere “cose nocive”: ‘è per caso qualcosa di nocivo, in senso lato, nella Sua vita , che Lei non vuole lasciare andare o, peggio, non riconosce come tale?

    • Non esattamente. Non ho usato la parola stress, perché si tratta di conflitti. Ogni sintomo è un messaggio del nostro corpo per evidenziare un conflitto interiore (un qualcosa che non riusciamo a fare, qualcosa che sopportiamo a fatica, ecc.), ma per ciascuno si esprime in maniera diversa. Per interpretare la metafora ( = il corpo parla un linguaggio non razionale, come nei sogni) bisogna ragionare in termini di simboli e osservare le parole che si usano per descrivere il disagio: Lei ha parlato di “scoppiare” ma anche di qualcosa che si trattiene. Un qualcosa che la fa arrabbiare ma si deve trattenere? Se ragionassimo in termini di Fori di Bach mi verrebbe in mente Cherry Plum… magari legga la descrizione e veda se Le dice qualcosa. Saluti.

  27. Buonasera,
    dapprima ringrazio per l’articolo molto interessante e mi rallegro di condividere con altre persone questa riflessione sul raffreddore. Mi sto convincendo sempre di più che quello che inizio a chiamare raffreddore cronico (anche se va e viene) non riguarda unicamente una questione di salute biofisica. Ritengo infatti di avere una buona alimentazione, variata e evito d’ingurgitare i farmaci che ci rifilano con tanta naturalezza.
    Da l’autunno scorso ad ora ho avuto diversi raffreddori che vengono e poi se ne vanno (durata di alcuni giorni), ma sono particolari perché, come in questo momento, ho il naso bloccato. Anche se soffio il naso e qualcosa esce, continua ad essere bloccato.
    Ricordo prima l’ultimo raffreddore a capodanno e quello attuale. A caratterizzare entrambi gli eventi è il fatto che sia per capodanno e in questi giorni mi sono spostata in un luogo in altitudine sopra i mille metri, dove i prati sono ancora ricoperti di neve. Sia l’ultima volta che questa degli amici che pensavo fossero lì per “farmi compagnia” erano altrove o occupati/e con i loro compagni/e amorosi.
    Credo si tratti di questioni relazionali e del rapporto con me stessa, la paura della solitudine.

    1 ipotesi: La mia paura riguarda un dubbio credo o tensione tra il fatto di volere essere più indipendente e libera per curare un rapporto armonioso con me stessa, che non dipenda quindi da un appoggio sempre esterno sui miei genitori o un compagno o delle amicizie molto strette. Ho provato recentemente molta invidia verso una coppia di giovani musicanti nomadi che ho ospitato, mi dicevo che loro si sono trovati nell’amore e nella musica. Mi sembra di essere attorniata da giovani accoppiati che condividono amore e altre passioni, mentre io seguo un’altra strada un po’ più individuale e solitaria. Son cosciente di non volere in questo momento una relazione, d’altro canto mi accompagna la paura di rimanere da sola.
    2 ipotesi: la sera prima che mi cominciasse quest’ultimo raffreddore ho scelto di spegnere il termosifone in camera mia, pur avendo paura di prendere freddo. Mi sono svegliata col raffreddore. Questa teoria della paura del freddo mi convince di meno perché mi sembra un’ipotesi un po’ facile, ma d’altro canto sembra plausibile nel mio caso.

    Mi sono dilungata un po’, ma non volevo tralasciare troppi dettagli forse utili.
    In attesa di una risposta, ringrazio ancora per la condivisione

    • Gentile Lucrezia, credo si sia risposta da sola.. Quando un malanno è cronico vuol dire che il conflitto sottostante recidiva o non riesce a “risolversi”. Se capita in particolari momenti o periodi dell’anno dovrebbe cercare di capire cosa è successo nello stesso periodo dell’anno qualche anno o l’anno esatto prima dell’insorgere del primo raffreddore. C’è chi si ammala in primavera, per fare un esempio, perchè in primavera aveva subito un lutto e l’inconscio ha fatto il collegamento. Oppure, più metaforicamente, si ammala in primavera perchè è la stagione “degli amori” e la persona si sente sola. Qualcuno ha sintomi solo in certi luoghi o in certe circostanze : casualità?!? In tal caso, la persona dovrebbe chiedersi cosa rappresentano per lei quel luogo o quella circostanza specifica, se elicitano ricordi, stimolano emozioni particolari.. Sperando di averLe dato ulteriori spunti di riflessione, e che la consapevolezza la aiuti ad uscire da questo circolo vizioso, mi scuso per il ritardo nella risposta, ma – non so se ha letto l’Home Page – in realtà questo Blog non è più attivo. Resto a disposizione solo per consulenze private e pubblico qualcosa sull’omonima Pagina Fb. Cordiali saluti.

  28. Siccome una affezione o/e malattia deve essere interpretata/definita dai sintomi,questa risulta essere il risultato di una equazione dipendente da (n) funzioni,dove n tende a infinito,tale interpretazione dovrebbe essere fatta sulla base di una nutrita tabella delle presenze e delle assenza dei sintomi (psicofisici)per dar seguito ad una diagnosi inequivocabile ?!?.

    • Personalmente, ritengo che qualsiasi malattia sia un disequilibrio di uno dei nostri 3 cervelli, quello principale, il cuore e l’intestino, e che si esplichi in maniera così soggettiva, con una variabilità così sottilmente soggettiva, che non ci possa essere diagnosi uguale per tutti nè cura per tutti. I sintomi vanno interpretati ma non saranno mai uguali identici e così per la cura. Siamo lontani da ciò. Spero di aver ben interpretato la sua domanda e Le auguro Buona Vita. Altrimenti approfondiamo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Website Protected by Spam Master


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>