Psicologia applicata all’arte: laboratori individuali o di gruppo

Partiamo da un presupposto irrinunciabile che è questo: chiunque può fare arte. Qualsiasi persona può accedere all’utilizzo di queste tecniche per il proprio benessere, in quanto tali strumenti non richiedono nessuna competenza tecnica.

Queste tecniche sono strumenti utili per prendersi cura di se stessi in modo “olistico”, in cui corpo e mente non sono entità separate ma un tutt’uno in continuità e in comunicazione. Le tecniche espressive danno voce e corpo al mondo emotivo, lavorando sulle immagini inconsce, mentre una rinnovata creatività permette di trovare nuove interpretazioni della realtà. Utilizzare un approccio creativo aiuta a uscire da schemi ripetitivi e abitudinari di pensiero per crearne di nuovi. Si passa quindi dalla rottura di un equilibrio per poi ritrovarne uno nuovo.

Scrivere (racconti o poesie, diari o autobiografie), disegnare, dipingere e altre forme d’arte sono semplici metodi di espressione accessibili a tutti, indipendentemente dall’età o dalle capacità naturali. L’espressione artistica può anzi dare voce a chi ha più difficoltà ad utilizzare il canale verbale nella comunicazione, soprattutto quando si toccano argomenti “sensibili” o dolorosi, perché ci si avvicina alla problematica senza esplicitarla come tale, grazie all’uso del linguaggio simbolico. L’arte può inoltre offrire una nuova prospettiva d’osservazione a chi è abituato solo a “parlare”; l’arte consente l’emergere alla coscienza dei contenuti inconsci più profondi (proprio come avviene nei sogni) e stimola il potenziale creativo che è estremamente terapeutico. La psicologia diventa un percorso molto attivo per il paziente, che può letteralmente “mettere le mani in pasta” nel proprio inconscio, toccare le proprie emozioni e manipolarle… Non trovate sia un’opportunità unica??

Fiab-ando

Legg-endo

Diping-endo

Scriv-endo

Mandal-ando

Ognuno scelga il proprio stivale!

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