Le carte non solo per giocare ma per imparare

Per la prima volta non so quale Categoria scegliere per inserire questo prodotto che ho scoperto, perchè sono sicuramente ottime in ottica di insegnamento – e quindi di Homeschooling – ma non sono solo per bambini/ragazzi, e soprattutto non sono le normali carte da gioco da utilizzare in modo strategico: sono carte appositamente studiate per aiutare chiunque voglia cimentarsi nella stesura di una storia, di un racconto, di un libro, a organizzarsi meglio, ad analizzare e costruire la trama in modo semplice e chiaro.

Ovviamente per gli studenti questo ha un valore più importante, dal momento che sembrerebbe che la Scuola non sia più così efficiente nell’insegnare a scrivere temi e riassunti.

Il prodotto in questione si chiama “Fabula“: si tratta di un mazzo di 40 carte plastificate di colore diverso (unite ad un libretto di istruzioni) che si possono disporre su un muro, un tavolo, un pavimento o una qualunque altra superficie libera utilizzando eventualmente qualcosa per fissarle ma che non rovini nulla (come il Patafix oppure un nastro adesivo di carta). Ogni carta è come un contenitore da riempire: bastano una penna e dei post it per iniziare a scrivere! Su ognuna di esse ci sono delle domande ( = le risorse), quelle domande che qualsiasi narratore dovrebbe porsi prima di iniziare e dei suggerimenti (Prologo, Catalizzatore, Chiamata all’azione dell’eroe, ecc.): la trama e l’intreccio si costruiscono in sequenza, di passo in passo – anzi, di carta in carta – con l’eroe che vive la sua storia/avventura. Il concetto resta lo stesso sia che si tratti di un libro, di una favola, di una serie TV e, in effetti, se – dopo averle acquistate – vi apprestate a leggere un qualsiasi romanzo o a guardare un film complesso (da Pinocchio a Pulp Fiction!), noterete che lo ‘schema’ è sempre pressoché identico e prevedibile.

l termine fabula, non a caso, è stato introdotto dai formalisti russi e indica l’insieme degli avvenimenti che compone una narrazione, visto nel rispetto dell’ordine causale e cronologico, e considerato nei suoi rapporti interni. L’intreccio è ciò che può completare una storia se la narrazione “regge” da un punto di vista causale e cronologico.

L’incentivo alla creatività è lampante e ritengo che saper/voler scrivere bene, voler essere un narratore, sia educativo/didattico (e qui torna il discorso dell’Homeschooling e dell’imparare divertendosi), ma possa essere considerato a pieno titolo una forma di terapia di auto-mutuo-aiuto in senso lato. Ritengo possano essere anche un modo per trascorrere del tempo di qualità con la famiglia.

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Non aspettatevi nulla di strabiliante, perchè qui ci sono le basi per una corretta stesura, e probabilmente esistono anche modelli online meno basilari, ma il fatto che le carte siano maneggiabili le rende più fruibili e meno complesse per un bambino/ragazzo o per chi è alle prime armi. In più ha l’indubbio vantaggio di sembrare proprio un gioco. (Tra parentesi, nella versione in Lingua Inglese, ci sono le carte con le immagini per far avvicinare maggiormente i bambini più piccoli). Tutti ormai pensano di saper scrivere, ma è sufficiente leggere alcuni Blog di Influencer per capire che non è esattamente così: va benissimo utilizzare un linguaggio giovanile, moderno, mescolato a slang e parole inglesi o neologismi, perchè non è la modalità scelta per esprimersi che non sempre mi convince, ma la mancanza delle basilari regole grammaticali e di analisi logica e una parvenza di ‘ordine del pensiero’ che, a mio parere, non dovrebbero mai mancare..

Ricordo che è acquistabile con il Bonus Cultura e il Bonus Docente.

Molto simile, molto più semplice e utilizzabile anche con bambini in età prescolare, “L’Inventafavole” di Claudio Pallottini e le illustrazioni di Mauro de Luca.

“L’Inventafavole” è insieme un gioco e un’opera d’arte: un mazzo di grandi schede sapientemente illustrate sulle quali sono rappresentati personaggi, luoghi e situazioni delle fiabe tradizionali che, combinate liberamente tra di loro, permettono di costruire un infinito numero di possibili trame e aiutano il bambino a stimolare fantasia, ad aumentare il proprio lessico, la capacità di collegamento e la memoria. Pensato per genitori, insegnanti ed educatori, ma soprattutto per i bambini, anche in questo caso viene offerta a grandi e piccoli la possibilità di un percorso di condivisione e creazione comune.

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Chi volesse cimentarsi – e mi rivolgo ad un pubblico adulto – con qualcosa di più complesso esiste “Intùiti” (78 carte, cioè ad ogni stimolo visivo, a ciascuna delle quali è abbinata una favola e un imperativo, cioè un ‘comando’) che servono sempre a stimolare la fantasia e la creatività, aiutano a trovare nuove idee quando ci si imbatte nella famigerata “sindrome della pagina bianca”. Intuito è, alla fine, “ispirazione”! Ogni carta è disegnata secondo i principi della Psicologia della Forma (Gestalt), quindi non aspettatevi oggetti concreti ma sufficientemente astratti, sulle quali proiettare il proprio mondo interiore: sono rappresentati infatti principalmente degli Archetipi a partire dai Tarocchi Classici. Ovviamente, in questo contesto, il Tarocco non ha alcuno scopo divinatorio: ogni carta riprende un modello di pensiero che appartiene alla nostra cultura e diventa uno stimolo potente capace di mettere in moto processi creativi e ispirazionali. Ho scoperto essere il progetto di uno dei migliori alunni del Politecnico di Milano e rappresenta un nuovo modo per vivere il tema della creatività, spesso trattato in maniera classica o superficiale. Invece di sforzarsi a trovare un’idea, come succede con alcune tecniche come il Brainstorming o le Mappa Mentali – utili ma in altri contesti, come ho avuto modo di spiegare abbondantemente nel mio Libro “Homeschooling… ma non da soli”, “Intùiti” invita a sedersi con calma e a sentire cosa abbiamo da dare, ricordando che creare deve essere una fonte di gioia e soddisfazione. E’ più difficile spiegarlo che farlo, credetemi! Non ci sono regole, quindi…. sbizzarritevi!

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