Pillole di carta per Natale

Chi mi legge assiduamente sa che sono una lettrice onnivora e compulsiva perciò non posso esimermi, pensando al Natale, di scrivere un post relativo ai regali da comprare in libreria. Oltre ai suggerimenti nelle sezioni Pillole di carta, io – almeno in questa occasione – punterei ad un testo personalizzato, il più possibile pensato ad hoc per ogni singola persona, ma non necessariamente di tipo saggistico o troppo spiccatamente “psico”: qualsiasi buon libro, soprattutto i classici, può essere catartico, e quindi rientrare a pieno titolo nella Biblioterapia (Legg-endo: la lettura che cura), pur non essendo nato con quello scopo.

Posso solo pertanto indicare i titoli che, a mio parere, possono dare “emozioni”, aprire prospettive.. quelli che serbano nel mio cuore un posticino speciale. Amo anche scrittori contemporanei ma quelli del passato mi danno sempre l’impressione di poter insegnare qualcosa in più.

Prima di tutto i libri di Hemigway: Addio alle armi o Per chi suona la campana o Il vecchio e il mare. Introspettivo ed epico ma con un linguaggio semplice. Alto senso morale (… ce n’è bisogno, no??). Colori, suoni, odori sembrano diventare reali. Probabilmente i libri che vengono osannati e che sono stati premiati, data la sua personalità, non sono gli stessi che l’Autore stesso consiglierebbe… ma per fortuna non può metterci becco!

Che dire poi di Cime tempestose di Emily Bronte? Non si può non aver letto questo testo.. no no.. Quasi una tragedia antica. Una storia d’amore bellissima e così densa che ogni donna dovrebbe leggerla!

Il mio primo libro di TerzaniUn indovino mi disse, libro mai dimenticato che mi ha aperto un mondo e che forse – pensandoci bene – è tra le fondamenta dell’attuale A passi leggeri. Una maledizione che si è trasformata in una benedizione, un viaggio lento che ha consentito all’Autore di compiere un parallelo viaggio interiore, di crescere e di aprirsi nuove prospettive.

Non saprei quale libro scegliere di Paulo Coehlo perché ogni tanto ho un bisogno quasi fisico di rileggere le sue pagine.. perché per quanto non esente da pecche e sicuramente non amato da molti, banalizzato, aiuta a spostare il focus dell’attenzione sulle emozioni, sull’intuito, sul ritrovamento di una pace interiore.. e non è poca cosa in un momento storico dove tutto è superficiale, e tutto deve essere efficiente, razionale, immediatamente spiegabile.

Coehlosu Amazon

Infine il mio primo libro di Kuki Gallman, ossia Sognavo l’Africa.. Africa che io ho dovuto sognare un po’ di tempo prima di visitare ma che ormai mi è entrata nel cuore. Una storia molto affascinante di una donna forte, che ha saputo cambiare completamente la sua vita e affrontare con coraggio prove durissime ma non ha mai perso l’umanità, la poesia, il senso della meraviglia e l’amore per una terra, il Kenya, che ancora oggi difende grazie alla sua Fondazione. Ovviamente di storie simili, di biografie di persone “comuni” che hanno vissuto vite eccezionali o compiuto viaggi e/o imprese eccezionali ce ne sono molte e – secondo il mio modesto parere – sono tutte potenzialmente valide alternative: io vi parlo di questa perché è la “mia” personale botta adrenalinica. Ognuno può trovare la sua!

Per i bambini 3 proposte specifiche:

Per le femminucce senza ombra di dubbio: “L’erbario delle fate” perché è semplicemente bellissimo, con illustrazioni  meravigliose, e perché oltre a credere in Babbo Natale fa molto bene credere alle fate, ai folletti, agli gnomi… e poi, perché, lo scoprirete, la fantasia non è così lontana dalla realtà………

La storia è quella di un eminente botanico russo del secolo scorso in cerca di un elisir di immortalità che giunge nella foresta di Brocéliande, a Parigi, famosa per le sue piante medicinali e le sue leggende. Ciò che scopre in questo bosco cambierà per sempre la sua vita. Mescolando meraviglie botaniche, corrispondenze e personaggi fiabeschi, questo libro attrae in un mondo magico e misterioso e, ripeto, lascia aperte le porte al possibile… Se non ci credete leggete il libro e osservate le immagini che inserisco subito dopo il testo.. e poi ne riparliamo!

anguloa uniflora

Per la cronaca, questa pianta si – vera meraviglia della natura – si chiama Anguloa Uniflora, ed è un’orchidea dalla curiosa forma di un bimbo appena nato in fasce.

Per i maschietti: “Grande storia delle stelle”, un libro pop up, che propone un incredibile viaggio per conoscere i popoli e gli scienziati che hanno alzato gli occhi al cielo e cominciato a porsi alcune domande: che cosa sono le stelle? E dove si trovano? Che cosa ci riserverà il futuro? Forse saranno proprio i nostri bambini, in futuro, a scoprire qualcosa che cambierà la nostra conoscenza dell’Universo! Come le bambine cercano nel sottobosco le fate, ho pensato che i bambini forse è più piacevole passare il tempo con il naso all’insù a guardare le stelle e sognare astronavi e navicelle spaziali!

Per entrambi: “Argh! Uffa! Urrà! – Guida completa alle emozioni”. Molti libri scolastici di lettura, a partire dalla II Elementare, dedicano spazio alle emozioni, ma un’alfabetizzazione emotiva fatta con i genitori non fa mai male, per vivere meglio con se stessi e con gli altri, così ho scelto questo testo, ultimo arrivato in casa nostra, perché offre una panoramica piuttosto ampia su tutte le emozioni calandole nei vari contesti di vita quotidiana: Perché piangiamo quando siamo tristi? Fa bene reprimere la rabbia? Che cosa fa scattare la paura? Qual è la differenza tra umore e carattere? A che cosa servono i neuroni-specchio? Non ci sono veri pop up, ma tanti disegni e tante alette da sollevare, con contenuti scientifici e approfondimenti. Tante attività divertenti da fare, da soli o in gruppo.

Sono tutti libri consigliati a partire dall’età di 8 anni, ma ritengo – come al solito – che si possano proporre anche a bambini più piccoli e che non siano sgraditi ai più grandi, in grado di apprezzarne sfumature diverse e di goderseli in autonomia.

Buona lettura!

Potrebbero anche interessarti: Regalare un libro ad un bambino Parte I (20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino) e Parte II (Esistono bambini pop up?)

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