Liberiamo una ricetta: il verso sciolto

poesiaDa sempre scrivo poesie, principalmente a scopo catartico, quindi per metabolizzare grandi dolori, nostalgie, passioni e desideri non esauditi. Non ho mai avuto l’intenzione nè l’ambizione di pubblicare qualcosa: io scrivo per me stessa e non ho regole, non ho studiato le leggi metriche: lascio liberamente andare la penna, e annoto ciò che il mio cuore e il mio cervello vogliono esprimere in quel momento. Non riesco ad applicare rigorosamente nemmeno l’haiku, che pure mi impone di restare entro il limite dei 3 versi: la poesia giapponese è per me solo una nuova possibilità di espressione, più immediata di una poesia classica, più istantanea e incisiva. In genere lascio che il ritmo segua il ritmo delle emozioni interiori.

Come ormai avrete capito, credo nella psicologia posta al servizio della vita reale, per risolvere i piccolo e grandi problemi quotidiani che non necessariamente sottendono una psicopatologia, e che quindi non necessariamente deve far riferimento a tecniche psicoterapeutiche, ma che deve sempre porsi alla ricerca di nuovi strumenti – non solo la parola – in grado di far fronte a problematiche sempre nuove.

L’Arteterapia, in tutte le sue forme, consiste proprio nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica dei pensieri, vissuti ed emozioni. Essa utilizza le potenzialità insite in ogni persona di elaborare creativamente tutte quelle sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani.

Mi piace pensare che ognuno possa scegliere ciò che sente appartenergli maggiormente: scrivere (qui il mio post con l’attività di consulenza relativa alle varie possibilità espressive), fare collage, dipingere, disegnare un mandala, inventare una fiaba, ecc. Tutte attività e strumenti di auto-conoscenza e, quindi, potenzialmente, di autoguarigione e che si possono utilizzare egregiamente in ottica di auto-aiuto.

La poesia, nello specifico, ha sicuramente un potere liberatorio spontaneo.

La poesia utilizza tutti i simbolismi del sogno (rimozione – sintesi – simbolismo) e come il sogno vive in un ambiente libero dallo spazio e dal tempo.

La poesia, infatti, ha la capacità di mettere in comunicazione i due emisferi cerebrali: il sinistro caratterizzato da un pensiero pratico che seleziona ed analizza; il destro, preposto, invece, al pensiero immaginativo e sognatore, senza progettualità, incostante, che procede per successioni di immagini, associandole liberamente per contiguità e similitudine.

La poesia unisce pensiero ed emozione: in poche righe (mettendo in moto la capacità di sintesi) si possono comunicare emozioni forti (associando immagini libere dando così sfogo al pensiero immaginativo e sognatore).

Tuttavia, come accade ormai da tempo nel campo delle arti, come danza, teatro, disegno, scrittura, si fa presto a dire “terapia”, “cura” o “metodo di aiuto”: per usare il termine “terapia” non impropriamente, è necessario far riferimento ad una teoria, a metodi operativi specifici e possibilmente alla valutazione iniziale e finale degli aspetti su cui si interviene positivamente, garantendo la possibilità di poter controllare e riproporre in futuro le metodologie che hanno mostrato un’azione terapeutica.

Avevo pertanto pensato di parlarvi di Psicopoetry, di “Poesia-terapia”, con tutti gli annessi e connessi di tipo tecnico, ma mentre stavo navigando in rete mi sono imbattuta in questo articolo che parla di poesia e di come si possa iniziare a scrivere poesie con un tono leggero, quasi ironico, proprio come piace a me. Ve lo propongo affinché il primo approccio alla poesia sia morbido per tutti, anche per coloro che finora si sono auto-convinti di non essere in grado di produrre nulla.

Questo il link: http://larmoniadellecose.blogspot.it/2013/01/liberiamo-una-ricetta-il-verso-sciolto.html

NOTA: Pubblico il link a questa ricetta-poetica grazie al consenso dell’Autrice, Fosca Massucco, che ha uno splendido blog (come non potrebbe essere dato il titolo “L’armonia delle cose”?) e si occupa di poesia, scrittura e sonorizzazione poetica da diversi anni.

One thought on “Liberiamo una ricetta: il verso sciolto

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