Introduzione al Libro sull’Homeschooling

In questo momento storico e sociale, molte famiglie hanno optato per l’Homeschooling ( = la scuola fatta a casa) anziché frequentare la tradizionale Scuola Statale, mentre altri, per svariate ragioni, non hanno potuto/voluto cambiare, ma lamentano lacune, difficoltà, e si preoccupano per il futuro dei propri figli.

Homeschooling (in maniera concisa HS), Scuola Familiare, Home Education, Unschooling, scuola in casa’... Tutti questi termini indicano, a grandi linee, la stessa situazione, cioè quella in cui uno o entrambi i genitori decidono di occuparsi personalmente dell’istruzione dei loro figli. La famiglia è il fulcro di una decisione così importante come l’istruzione, come di molte altre, in stretta correlazione fra loro.

Nel caso dell’Homeschooling, la scelta verte attorno al non delegare nessun’altro per la crescita dei propri figli: che sia essa culturale, morale, etica, religiosa o educativa… È una vera e propria presa di coscienza, uno stravolgimento della tradizione e un colpo di coda che sconvolge la comune visione della routine familiare.

Abitualmente, infatti, un genitore iscrive suo figlio alla Scuola dell’Obbligo intorno ai 3-5 anni, affinché possa frequentare prima la Scuola Materna, poi la Scuola Primaria, le Scuola Medie (Istituti Superiori di I grado) ed, infine, le Scuole Superiori (Istituti Superiori di II grado). Qualcuno terminerà il percorso con l’Università, altri andranno ancora avanti. In tutti questi casi, l’istruzione viene affidata a Professionisti che si presume siano adeguatamente preparati per rappresentare una guida per tutta l’età evolutiva.

Quando un genitore, invece, decide di non intraprendere questo percorso, ma di occuparsi personalmente della formazione della propria prole, quasi certamente andrà incontro – per svariate ragioni – a dilemmi, dubbi ed incertezze più o meno grandi: • non se ne sente molto parlare perché non è una realtà conosciuta, quindi “non fa notizia” • è complesso decidere ‘da dove partire’, perché l’unico esempio che si ha a disposizione, di solito, è quello personalmente sperimentato, cioè quello di una scuola tradizionale pubblica o privata • sale l’ansia di non essere all’altezza, perché ogni genitore anela sempre al meglio per il futuro dei propri figli e, correlata a questo dilemma interiore, c’è la credenza di non ‘avere le basì, perché magari il livello di istruzione raggiunto non è alto oppure ci si rede conto di aver perso le conoscenze acquisite, di aver dimenticato tutto ciò che si è appreso.

La scelta di chi ha intrapreso questa strada (o quella delle Scuole Parentali) è densa di mille sfaccettature e non esente da dubbi e ripensamenti. Ricordate sempre, come genitori, che nessuna scelta è irreversibile e che, soprattutto se vi unite ad altre famiglie per un confronto o se vi fate aiutare per una parte del percorso, tutto si semplificherà.

La peculiarità dell’HS e delle Scuole Parentali è il ruolo centrale delle famiglie, ma altri valori aggiunti sono legati e insiti nella centralità del singolo studente (il figlio) nel percorso di apprendimento, nell’ambiente denso di affetto che si viene a creare, nella ‘libertà’ (di tempi, spazi, ecc.), nell’uso di metodologie didattiche alternative, nel divertimento e nel gioco: tutte cose che in una Scuola Statale – per ovvie ragioni – non possono essere messe in atto.

Ho fatto tesoro del mio Master sui Disturbi dell’Apprendimento (DSA) per capire che molte tecniche utilizzate con bambini/ragazzi con problemi sarebbero, in realtà, l’optimum per insegnare determinate Materie a tutti gli studenti, perché più rispettose di ciò che le Neuroscienze (p.160 del LIBRO) ci hanno recentemente insegnato sul funzionamento cerebrale. Ho attinto spunti da altre svariate discipline per trovare soluzioni nuove, alternative all’insegnamento tradizionale, per cercare di rendere DIVERTENTE l’apprendimento e più facile, più LEGGERO, il compito dei genitori. Mi sono messa io per prima nei vostri panni!

Diffido di chi vende il proprio lavoro come aiuto agli Homeschoolers mentre, in realtà, lavora in prima persona (anche online) con gli studenti, grandi o piccoli che siano, perché questo non è il vero Homeschooling, nel quale genitori e figli devono essere sullo stesso piano, attori e complici di un processo di crescita che – sono certa – aiuterà e farà risplendere entrambi, scoprendo nuove risorse, nuove competenze e riscoprendone altre dimenticate, e soprattutto creando un legame che resterà prezioso per tutta la vita. HS non deve essere DAD!

Nella I PARTE dell’LIBRO ho affrontato l’argomento in maniera un po’ più teorica, perché sono convinta che un buon punto di partenza sia la conoscenza dell’argomento e soprattutto la conoscenza del proprio figlio, per garantire un apprendimento il più possibile ‘personalizzato’; nella II PARTE ho presentato alcuni strumenti che un genitore potrebbe portare sempre con sè, ‘una valigia di attrezzi’ per fare scelte SEMPRE consapevoli (nella scelta del materiale, nelle spese prioritarie ed indispensabili da affrontare); nella III PARTE ho tradotto il tutto in suggerimenti pratici per le varie Materie da affrontare; nella IV PARTE ho toccato un altro tema ‘scottante’ quando si parla di HS, cioè la “socializzazione” dei bambini/ragazzi, trattando così anche l’HS condiviso e il Cooperative Learning (Apprendimento cooperativo), nella V PARTE ho dissertato di ‘Autostima’, ‘Motivazione’, ‘Memoria’, temi indispensabili in questo contesto (ne ho parlato in modo teorico e generale, ma nello stesso tempo ho fornito strumenti utili da utilizzare qualora si verificassero problemi in questi campi; La VI PARTE, l’ultima, è dedicata espressamente ai genitori, ai quali spero di non aver aggiunti paure o ansie ulteriori, fornendo un punto di osservazione non così scontato relativo al fatto che non c’è vero apprendimento se non cioè serenità – se non si riescono ad allontanare pregiudizi altrui e dubbi sul proprio ruolo e le proprie competenze – e quindi rilassamento, e mi sono concentrata per presentare soluzioni per tutti i piccoli e grandi problemi che si possono incontrare sul percorso, comprese le ‘tecniche per favorire il relax’ di tutta la famiglia. Soprattutto quest’ultimo argomento dovrebbe far comprendere come io abbia scelto di trattare temi non sempre presi in considerazione dagli Autori: il mio punto di osservazione sull’HS è strettamente personale ed ho scritto di getto, con il cuore, ciò che ho ritenuto potesse essere utile.

Non ho fatto mistero che con bambini con disabilità, DSA o ADHD, fare Homeschooling è complesso e sarebbe necessario riflettere molto (soprattutto dopo aver completato il ciclo della Scuola Primaria), così come sono dubbiosa del successo dell’HS con gli adolescenti che frequentano Scuole Superiori di II Grado, nelle quali le Materie sono tante e di difficile comprensione anche per gli adulti. Le Scuole Parentali esistono, è vero, hanno un valore aggiunto rispetto alla Scuola Statale, ne stanno nascendo sempre più, ma – proprio perché esperienze pilota – non è detto che siano in grado di gestire adeguatamente queste situazioni. Potete fare un’esperimento, fare ‘da cavia’, ma permettetemi – come compagna di viaggio virtuale – di consigliarvi di farvi aiutare anche esternamente, senza pudore.

Attenzione anche a quando l’Homeschooling viene scelto per ragioni ‘sbagliate’ o, perlomeno, discutibili, come quando si vogliono negare alcune difficoltà del proprio figlio, come il non riuscire a integrarsi nel gruppo classe, l’essere vittima di bullismo, essere più lenti degli altri… Non sono condizioni necessariamente patologiche e potrebbero tranquillamente essere risolte in una Scuola Statale, non perfetta, ma almeno composta da un team di Professionisti che – si spera – con un adeguato incitamento, lavori con un certo criterio. Homeschooling e Scuole parentali non devono/dovrebbero essere un fenomeno di moda, né una via di fuga per Insegnanti e alunni, e men che meno trasformarsi in ‘scuole speciali’ con ‘classi differenziali’, come quelle sorte in Italia all’inizio del XX secolo! Proprio per lo sforzo che richiedono, le energie investite, devono essere frutto di una scelta ben consapevole.

Alcuni argomenti li troverete anche trattati in tanti articoli precedentemente scritti sul Blog, quindi ‘spulciate’ le Sezioni dedicate alla Didattica, alla Crescita personale, alle “Pillole di carta”, allo Sviluppo del Potenziale o alle Tecniche di Auto-aiuto, nelle quali credo fortemente. Per tutto, io sono a disposizione!

Ho ‘rubato’ qualche immagine senza controllare il Copyright, perché è un lavoro che non verrà commercializzato – mentre tutte le volte che ho potuto ho citato gli Autori e le Fonti delle citazioni, articoli o ricerche (facilmente rintracciabili in Internet): qualora dovesse essere necessario cercherò di reperire anche le foto utilizzate per citarne il Sito di provenienza e, se possibile, i Credits. Chiedo altresì venia se ci sono errori di battitura o, peggio, ortografici e voglio ribadire che ciò che ho scritto è un mio PERSONALE umile parere su questo tema.

Concludo dicendo che oltre ai Link direttamente sul LIBRO (a svariati Siti, Blog o Video), c’è una Legenda con rimanda a materiale acquistabile (risorse varie che spaziano dai giochi ai libri e ad altro ancora) che presenterò proprio qui, sul Blog, suddiviso secondo le Parti succitate. Essendo affiliata ad Amazon, io sono partita da lì (anche se eticamente la scelta pone diverse questioni), perché offre veramente tutto con un’ampia varietà (spesso ho dovuto fare una selezione lunga e dibattuta per trovare un articolo con il giusto rapporto qualità prezzo) e i pacchi arrivano celermente: siete liberi di fare ciò che volete, ma – mi raccomando – leggete sempre le Recensioni affinché il vostro acquisto sia oculato. Allo stesso tempo, mi sono accorta di aver citato più volte la Casa editrice Erickson, da sempre attenta ai temi pedagogici, didattici, psicologici e neuropsicologici, ma ci sono Case Editrici di nicchia dedicate all’infanzia/adolescenza o ad argomenti particolari, che sono una vera chicca e sarà sicuramente per voi un piacere scoprirle autonomamente navigando con calma in Rete.

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