Imparare lingue straniere da bambini e da adulti: 10 trucchi.. e più

Ritorniamo un po’ alla didattica - ultimamente un po’ trascurata – e anche allo sviluppo del nostro potenziale cognitivo trattando un argomento per me decisamente interessante: l’apprendimento di una lingua straniera da bambini o da adulti. 

Chi l’ha detto che solo i bambini piccoli possono imparare nuove lingue? Certamente loro hanno una marcia in più, la plasticità cerebrale, e meno stimoli inutili ad affollare il cervello, ma anche un adulto, se motivato (questo è il segreto!) può ottenere ottimi risultati.

Inizio con il segnalarvi un articolo molto interessante apparso sull’Huffington Post il 2 dicembre 2014 che pone l’accento sull’abitudine tutta italiana di tradurre i titoli dei film stranieri perdendo in questo modo significati e sfumature importanti. Eclatante  il caso del titolo originale di Sesso e potere, Wag the dog in originale, che fa riferimento al detto americano ‘don’t let the tail wag the dog’. Questo proverbio letteralmente significa “non permettere che la coda scuota il cane”, inteso come un invito ad evitare che le cose di minore importanza distolgano l’attenzione da quelle più urgenti.

Inoltre, il nostro nutrito e ben preparato gruppo di doppiatori ci fa sentire orgogliosi, ma allo stesso tempo ci toglie l’opportunità di sentire la voce di grandi attori che abbiamo imparato ad amare e stimare (nell’articolo sono messe a confronto la stessa scena intensa tratta da “L’attimo fuggente” in lingua originale e in versione doppiata).

Vi riporto inoltre il link di un’intervista ad un ragazzo che conosce più di 10 lingue e che offre diversi stimoli di riflessione. Anche vedere e ascoltare questo semplice video di questo ragazzone dallo sguardo scanzonato e dalla barba decisamente ribelle è di per sé motivante.. Io vedo nella competenza di questo poliglotta e ‘camaleonte linguistico’ la possibilità di viaggiare in tutto il mondo, qualcuno potrebbe vederci l’inestimabile opportunità di accedere ad un mondo di informazioni (libri, materiale online, ecc.) proveniente da tutte le parti del mondo e diversamente difficilmente reperibile altrove, mentre altri ancora potrebbero vederci la possibilità di trovare più possibilità di occupazione… e scusate se è poco!

La prima cosa che forse noterete è che nell’intervista, tra i 10 trucchi per imparare le lingue, vi è – ai primi posti – quello di porsi di un atteggiamento di divertimento (l’ApprenDivertimento e la Gamification che ritornano!!): la competizione poi, non guasta. La seconda premessa, strettamente legata alla motivazione, è il comprendere lo scopo della nostra fatica (e qui dovrebbero risuonare in voi i discorsi che abbiamo fatto quando abbiamo parlato di “raggiungimento di obiettivi”: un obiettivo scorretto, non chiaro, non “ecologico”, è destinato a farci fallire in qualsiasi compito o impresa).

Altra Pagina interessante da considerare prima di intraprendere questa avventura è il sito legato al’Università Ca’ Foscari di Venezia a questo link: vengono messe a disposizione gratuitamente 11 video-lezioni (con pdf allegati) per migliorare l’apprendimento delle lingue.

MEAL, ‘Migliorare l’efficienza dell’apprendimento delle lingue’, è realizzato dagli studiosi del Centro di ricerca sulla didattica delle lingue, guidati da Paolo Balboni, decano dei docenti italiani nell’ambito della didattica delle lingue. Uno dei suggerimenti: guardare un film in lingua originale è utile per imparare la lingua, ma perché l’esercizio funzioni davvero è meglio procedere scena per scena, giorno dopo giorno, aggiungendo i sottotitoli in seconda battuta. Fondamentale cercare più stimoli linguistici possibili, mettersi alla prova con amici e madrelingua via Skype, tenendo presente che la mente imparerà la grammatica strada facendo e funzionerà meglio senza lo stress ‘da voto’.

Una risorsa interessante, in tal senso, può essere il canale YouTube Movieclips, che raccoglie spezzoni di film in alta qualità: dobbiamo solo abbandonare la nostra pigrizia!

Per i bambini tutto è più divertente e l’insegnamento offre ai genitori e insegnanti differenti strumenti: c’è chi opta per una ragazza alla pari o una baby-sitter straniera sin dalla più tenera età, chi utilizza cartoni animati in lingua, APP sul cellulare o sul Talblet, ecc.

Il problema nasce nel momento in cui il genitore – per l’insegnante si presume che la questione non si ponga – non essendo madrelingua, potrebbe falsare la pronuncia di alcuni termini (.. e dato che l’imprinting, cioè la “prima impronta” è importantissima, questo è rischioso!), pertanto io ho sempre preferito limitarmi a piccoli giochi con termini “scolastici” (abbiamo un mazzo per giocare a rubamazzetto imparando nuovi vocaboli, piccoli libretti con poche parole ripetute) o ad utilizzare materiale che la Rete mette a disposizione, come sempre in modo gratuito; in particolare, ho sempre amato l’utilizzo, sin dalla più tenera età, delle marionette e burattini da dita (i puppets), a volte ridicoli.. ma decisamente efficaci per attirare l’attenzione!

Su Youtube poi abbondano video delle English Lullaby songs: il mondo anglosassone ha una tradizione molto ricca rispetto al nostro Paese.

La scelta è veramente ampia. Il video che ho selezionato, in particolare, ha un vantaggio ulteriore dato dal karaoke, utile dunque per essere sfruttato anche con fasce d’età differenti.

L’obiettivo è facilitare l’ascolto, favorendo la familiarizzazione con suoni differenti da quelli della lingua madre. Si inizia con input… L’output, cioè la produzione verbale verrà spontaneamente, di conseguenza, come è avvenuto per l’italiano. La grammatica poi è l’ultima cosa della quale preoccuparsi.

In alternativa alle ninnananne e filastrocche, ci sono canzoni in lingua inglese molto orecchiabili e che per le proprie caratteristiche (lentezza, chiarezza nell’espressione, ecc.) possono assolvere – in modo analogo – lo stesso compito. Sto parlando ad esempio di alcuni brani dei Beatles.. Basta un po’ di fantasia! Considerando che l’apprendimento del bambino è inizialmente di tipo passivo, potrebbe essere sufficiente far ascoltare ai bambini un CD creato ad hoc mentre sta giocando ad altro o mentre sta viaggiando in auto con noi… la sua mente assorbirà comunque i suoni.

Esistono molte altre risorse, ne riparleremo… ma a questo punto mi piacerebbe conoscere quali sono le vostre esperienze e se avete suggerimenti in merito!

6 thoughts on “Imparare lingue straniere da bambini e da adulti: 10 trucchi.. e più

  1. mi sono posta più volte la questione “inglese” pensando a mia figlia di 2 anni. Ogni tanto guardiamo qualche cartone animato in inglese o cantiamo canzoncine, ma mi rendo conto che non avendo io una particolare familiarità con la lingua, tendo a preferire alla fine l’italiano… e ora anche lei mi dice “preferisco l’italiano”… acc…

    • Prova a prendere i suoi giocattoli preferiti, bambolotti o peluche, e mentre ci gioca, dando loro da mangiare o facendo qualsiasi altra cosa, mentre interagisci con lei, usa i nomi in inglese.. aumenti il suo vocabolario, lei si diverte e sono certa che “cat”, “baby”, “frog” o simili sono termini alla portata tua.. e presto anche sua.. Verso i 3 anni di mia figlia credo di aver iniziato a fingere telefonate buffe con i suoi innumerevoli amichetti pelosi messi in fila sul divano e le dicevo “Passami Frog” oppure “Passami Fox”… Credo di aver iniziato così.. all’inizio dovevo indicare l’animale con il dito, poi è stato sufficiente – con la familiarizzazione – dirne il nome e così via… Non demordere.. e fai piccole cose.. a 2 anni è piccola la tua bimba, quindi credo tu debba partire dall’ABC, perchè è già complesso seguire un cartone intero in italiano a quell’età, comprenderne il senso e l’intera trama, ma tornerò sull’argomento.. promesso!

  2. Grazie Elisabetta, anche per l’incoraggiamento oltre che per i suggerimenti pratici. La mia bimba penso che sia abbastanza “precoce” come utilizzo del vocabolario italiano, parla praticamente come un adulto e aveva dimostrato lei stessa interesse per i cartoni in inglese. Quando però ha visto che non capiva niente, ha iniziato a lamentarsi e a pretenderli in italiano.. proverò come dici tu, pensavo anche alle canzoncine ma non so come collegarle al significato dei vocaboli… però è vero, è piccola, ho ancora (fortunatamente) tempo. Spero che anche alla materna faranno qualcosa…
    Buon week-end!!

    • La canzoncina non ha iniziale pretese di collegamento suono-significato.. anche se, per esperienza, trattandosi di video con immagini molto semplici e inerenti la canzone, seppur surreale, puoi usare tu questo espediente: isolare una singola parola che viene ripetuta spesso e poi usarla in momenti diversi nella giornata e in quelle a venire… Esempio: “Luna/Moon”.. prima l’associazione la ripeti tu durante la canzone, poi in ogni occasione possibile la ripeti, in circostante diverse.. se la vedi disegnata (Es.”Oh, guarda c’è moon.. la luna”), se la vedete in cielo (“Buonanotte Moon.. buonanotte luna”).. fino al punto in cui non devi più nemmeno fare l’associazione.. Parti cioè dal farle associare e apprendere alcuni termini, non molti, quelli utili per giocare un po’.. e per il resto è sufficiente che ascolti, che senta i suoni, che familiarizzi con la lingua.. e ti assicuro che le canzoncine attirano di più di un cartone (sono brevi, ecc.).. Te le chiederà lei, sono sicura.. Fammi sapere!

        • Assolutamente no, stai tranquilla.. se l’italiano lo padroneggia già non c’è problema.. pensa ai bambini cresciuti con il bilinguismo!

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