I pilastri dell’apprendimento: la gioia e il gusto di imparare

Sono una sostenitrice della possibilità di stimolare precocemente l’intelligenza dei bambini, credo fortemente che i bambini abbiano un potenziale cognitivo enorme (quando nascono sono già dei geni!), ma devo fare alcune premesse sul “come” stimolare l’apprendimento e con “quali” finalità. Non voglio dare l’impressione di voler creare piccoli geni secchioni e vittime dei bulli della classe, topi da biblioteca pallidi e malaticci, nerd asociali, o qualsiasi altra cosa la vostra immaginazione possa partorire. Non sono una mamma-tigre come le mamme orientali, delle quali la cronaca si è ampiamente occupata tempo fa, inflessibile e aguzzina. Non sono forse nemmeno una mamma-chioccia, apprensiva e iper-protettiva.

Sono una sostenitrice dell’homeschooling parziale, convinta del fatto che stimolare i bambini non tolga nulla alla loro innocenza e che, anzi, se questa attività di sollecitazione viene fatta con le dovute maniere, sia occasione di condivisione, di maggiore conoscenza reciproca e quindi di rafforzamento del legame tra genitori e figli, che possa creare maggiore fiducia e rispetto.

In linea di massima, si inizia ad apprendere appena nati e si continua per tutto il corso della vita. Non basta che oggi, con i premi o con i castighi, i bambini apprendano, perché purtroppo le conoscenze di oggi saranno obsolete domani e chi non ha acquisito, non solo la capacità di imparare, ma anche un atteggiamento positivo verso l’apprendimento, domani sarà nella stessa condizione di colui che oggi non ha appreso.

Anzi, c’è il rischio che coloro che sono stati costretti ad apprendere possano domani trovarsi in una condizione peggiore di coloro che non sono andati a scuola, i quali, pur non avendo studiato, non hanno maturato un atteggiamento negativo verso l’apprendimento. Quante persone hanno studiato, magari in modo matto e disperatissimo, e oggi hanno dimenticato tutto?? Chi oggi si ricorda a malapena che la Divina Commedia è stata scritta da Dante, pur avendone studiato alle Superiori ogni singola parola e persino le virgole?? Infine: alzi la mano chi userebbe volentieri la calcolatrice anche solo per calcolare il 35% di sconto su una t-shirt da acquistare in saldo! Quante energie sprecate, no??

... che fatica!

… che fatica!

In una civiltà statica – cioè fino a pochi anni fa – era sufficiente avere acquisito, non importa come, alcune conoscenze e competenze che sarebbero bastate per tutta la vita, ma in una civiltà in rapida trasformazione, complessa e competitiva come quella odierna non hanno invece così importanza le conoscenze e le competenze acquisite quanto piuttosto la maturazione della capacità di imparare e, soprattutto, la voglia di continuare ad imparare.

Ciò che realmente importa, a scuola come a casa, è che i bambini e i ragazzi abbiano in sè la gioia e il gusto di imparare.

Non si può non prendere atto del fatto che la scuola, purtroppo, per alcune sue caratteristiche intrinseche, fatica ad acquisire questa consapevolezza e questa nuova prospettiva. Ci sono i programmi da svolgere nel tempo prestabilito, i voti da scrivere sul registro… l’omologazione uccide la creatività e la curiosità. Eppure la maggior parte dei genitori delega l’apprendimento esclusivamente alla scuola, adducendo motivazioni come “Non ho tempo”, “Non sono in grado di insegnare”, “Non è il mio compito”, ecc.

Io invece sono pienamente convinta del fatto che ogni genitore sia perfettamente in grado -e che abbia il dovere – di trasmettere al proprio bambino, insieme all’amore incondizionato, competenze e conoscenze che possano servirgli in futuro. A casa è possibile imparare tante cose attraverso occasioni di gioco, di benessere emotivo, di risate e di divertimento e soprattutto di “piacere di stare con mamma e papà”!

Per essere più consapevoli e contemporaneamente più efficaci può essere utile conoscere i pilastri dell’apprendimento che, in linea con la mia recente decisione di privilegiare – laddove possibile – le immagini rispetto a tediosi racconti, vi presenterò in forma di diapositive. Spero vi piaccia e vi sia utile!

La gioia e il gusto di imparare

 

4 thoughts on “I pilastri dell’apprendimento: la gioia e il gusto di imparare

    • La ricchezza di un blog sta nella condivisione e il mio sito è divulgativo perciò non ci sono problemi. Lavora in ambito scolastico come insegnante?

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