Mandala o Doodle?

Non tutti i miei lettori hanno acquistato l’Agenda e la Rivista abbinata A Passi Leggeri. Non sanno perciò che entrambe le creazioni sono la summa delle conoscenze mie e di Ylenia Taddia de Il tempo della crisalide.  Magari qualcuno ci segue su Facebook, trovando spunti di riflessione quotidiana “per un pensiero positivo perpetuo”, ma non può avere un’idea complessiva del nostro lavoro.

Ho deciso pertanto di dare un piccolo assaggio di ciò che troverebbe scritto qualora decidesse di accostarsi a questo percorso. Questo post contiene due spunti contenuti nell’Agenda e nella Rivista del primo trimestre e che pertanto stanno per terminare: li ho personalmente proposti, tra altri stimoli, per migliorare il proprio benessere, per facilitare un processo di maggiore consapevolezza o di auto-guarigione del singolo, sempre seguendo la mia linea di pensiero che “ciascuno deve trovare lo stivale”.

Ho parlato di Mandala ma anche di un disegno-esercizio meno conosciuto – non senza potenzialità – che si chiama Doodle.

Chi ha letto la mia Biografia sa che il Mandala è un’attività che, in base al momento e al contesto, è uno strumento che consiglio ai miei clienti. Colorare i Mandala non è un’attività indicata solo per bambini, come magari di primo acchito si potrebbe pensare: da sempre è stato usato dagli adulti per aumentare il proprio livello di coscienza e spiritualità.

Per realizzare un Mandala ci si può affidare a dei disegni preesistenti o a Mandala creati personalmente a mano libera. Personalmente direi che si può partire proprio da quest’ultima possibilità, senza remore, ben sapendo che “stiamo lavorando per noi”, che nessuno ha pretese di eguagliare Giotto, che non necessariamente il risultato dovrà essere esposto pubblicamente e che, anche in questo caso, non è una prova di educazione artistica. Sto proponendo, nella Rivista, un Percorso in 4 tappe (una per trimestre, per fare un’evoluzione graduale e sensata in questo mondo), ma ciascuno è libero di procedere come meglio crede.

Un Mandala può essere creato utilizzando moltissimi e svariati materiali: si possono usare colori pastello, acquerello, colori ad olio, ma anche sabbia, terra colorata, polveri, elementi presenti in natura. Si può disegnarlo su carta o crearlo su un supporto speciale, si può conservare o distruggerlo una volta terminato e contemplato.

Se decidete di procedere a mano libera, a partire dal cerchio proposto, potreste aver bisogno – ma non necessariamente – di un righello, un compasso, una matita, carta, colori o materiali con i quali avete deciso di colorare. Potreste anche procedere anche senza utilizzare gli strumenti, ma il Mandala nasce dalla ripetizione di forme geometriche, perciò potreste partire da quelle, che in qualche modo rassicurano, pongono confini, senza ingenerare la “sindrome del foglio vuoto”. Quindi proseguire disegnando con la matita o direttamente con i colori, liberamente decidendo se partire dal centro o dall’esterno e lasciandosi guidare dalle emozioni e dall’istinto.

I Mandala pre-disegnati, pur non lasciando libera creatività nella forma, aiutano chi li colora ad allenarsi ad entrare in una realtà che non si può modificare completamente e che è preesistente. La libertà di colorare il disegno lo farà poi diventare un esemplare unico: è stato osservato che se anche cento persone colorano lo stesso mandala non se ne trova uno identico all’altro. Così, anche se noi coloriamo lo stesso mandala in momenti diversi vedremo un risultato finale differente. Molti dei Mandala che troviamo già disegnati sono rappresentazioni di particolari simbologie e spesso vengono proposti ad una persona perché possa confrontarsi con quel particolare argomento e simbologia rappresentata. Questa è stata la mia idea: solo 4 Mandala ma accuratamente scelti.

Per iniziare, trovate un posto privato in cui sia possibile rimanere tranquilli per almeno mezzora. È necessaria una superficie piatta, come un tavolo, su cui appoggiarsi per realizzare il Mandala.

Occorre mettersi in una posizione comoda e cercare di fare silenzio dentro di sé, sospendere il più possibile i giudizi e i pensieri, rilassarsi facendo respiri profondi e cercando di lasciare andare le tensioni. È un momento solo personale, una pausa dalla quotidianità; è possibile rimanere in silenzio o ascoltare musica. Inizialmente si decide quale orientamento dare al Mandala e, successivamente, sarebbe utile anche trovargli un titolo, che può essere una parola semplice o anche una frase. Il consiglio è di datare il disegno… capirete il motivo in seguito.

Se lo desiderate, pur non lanciandosi in interpretazioni selvagge, e assolutamente senza giudizio, potete alla fine osservare quanto prodotto, vedere quali sono i colori predominanti, le forme usate, ricordare le sensazioni che avete provato e fare attenzione a quelle che provate ora; potete ripercorrere il Mandala con le dita, come se poteste entrarci dentro. e annotare tutte le osservazioni in un quaderno personale.  Tutto ciò diventerà importante per quando tornerete a riprendere proprio questo specifico Mandala e/o lo confronterete con gli altri successivi. Ricordate che deve parlare di voi e di nient’altro, di come siete e come vi sentite nel momento in cui lo realizzate. A questo proposito, potreste anche annotare la visione di un problema che avete, che stai affrontando in questo periodo e, dopo la realizzazione del mandala, esplorare tutte le possibili soluzioni che sono sorte spontaneamente alla mente, sia disegnandolo sia osservandolo.

È estremamente affascinante imparare a conoscere sé stessi e la propria creatività attraverso un Mandala, ma l’interpretazione può essere però molto complicata, quindi vi invito alla cautela.

Vi propongo la Fase 0, il punto di partenza, il cerchio vuoto… che vuoto non è!

fase 0 mandala

mandala fase 0

Qualora un Mandala vi sembrasse un “esercizio troppo mistico”, troppo intriso di spiritualità, e questo non fosse in linea con le vostre sensazioni del momento, ho trovato molto interessante – con finalità non identiche ma in qualche modo assimilabili – l’utilizzo del Doodles, ossia di  “disegni inconsci” fatti mentre la nostra attenzione è occupata a fare qualcos’altro. I Doodles sono in genere disegni semplici che possono avere un significato concreto, possono cioè rappresentare qualcosa, o possono semplicemente essere forme astratte.

 

 “La frase più bella che ricordo nella mia vita l’ha detta un bambino: ‘Che cos’è un disegno? È un’idea con intorno una linea’.”
Bruno Bozzetto

Concretamente e prosaicamente, un Doodle è uno scarabocchio. Esempi stereotipati di scarabocchi li troviamo sui quaderni di scuola, spesso ai margini, disegnati dagli studenti che sognano ad occhi aperti mentre l’insegnante spiega la lezione. Doodle sono quelli che facciamo durante le nostre lunghe conversazioni telefoniche se abbiamo le mani libere e carta e penna a disposizione. Doodle sui tovagliolini di carta, doodle sulle tovagliette delle pizzerie; c’è chi disegna esseri immaginari, caricature, paesaggi, animali forme geometriche, modelli o linee e texture. Linee curve, spirali, quadretti a scacchi, cuoricini, fiorellini e così via.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Applied Cognitive Psychology, lo scarabocchio può innanzitutto aiutare a memorizzare informazioni di una persona facendole spendere una quantità minima di energia (come quella utilizzata per sognare ad occhi aperti), proprio perchè noi non prestiamo apparentemente attenzione al disegno in atto. Il Doodle fungerebbe in questo modo da mediatore tra il “pensare troppo” e il “pensare troppo poco” e aiuterebbe a concentrarsi sulla situazione attuale. Lo studio è stato fatto dal professor Jackie Andrade, della Scuola di Psicologia presso l’Università di Plymouth, che ha riferito che i Doodlers – nel suo esperimento –  hanno ricordato in media 7,5 input di informazioni (su 16 totali fornite all’inizio), cioè il 29% in più rispetto alla media del gruppo di controllo, costituito da non-Doodlers, che ne ha ricordate solo il 5,8%.

Come prima, e come ho fatto sull’Agenda, vi propongo un Doodle come esempio, ma in rete ne potrete trovare molti da stampare colorare o dai quali prendere ispirazione per crearne di nuovi.

doodle da colorare

Questo Doodle può definirsi forse una forma di Zentangle, un vero e proprio metodo di scarabocchi, più consapevole e strutturato, che viene considerato una forma d’arte meditativa. Un Doodle di base Zentangle è formato da molti modelli, come punti, linee, curve, forme, ombre e figure, il tutto concentrato all’interno di una piccola piazza da 3 pollici. Lo Zentangling, secondo gli studi, indurrebbe maggiore rilassamento, provocherebbe l’ispirazione, allevierebbe lo stress, stimolerebbe la mente, e avrebbe molti altri benefici da approfondire. Potretste anche pensare di creare uno Zentangle prima di dormire per combattere l’insonnia.

Prometto che a breve preparerò una Bacheca Pinterest da aggiungere alle altre con diversi esempi di entrambe le “creazioni”…. work in progress.

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