Fiori di Bach per ricordare e Fiori per dimenticare

Ecco, ci risiamo. Sto uscendo dal mio orticello. Il presente post non è strettamente legato alla psicologia, quindi ciò che sto per scrivere non è ufficialmente riconosciuto come valido dalla maggioranza dei miei colleghi… ma pazienza! Essendo fermamente convinta che un approccio multidisciplinare alla salute sia la via da perseguire e preferendo le strade “naturali”, e per collegarmi ai miei post precedenti, ho pensato di proporre una riflessione sull’ipotetico utilizzo dei Fiori di Bach come supporto in tutte quelle situazioni in cui è necessario potenziare la memoria e quelle in cui, invece, è più utile rimuovere alcuni ricordi perché legati ad emozioni e vissuti dolorosi. I Fiori di Bach non hanno la pretesa di sostituire alcuna terapia, ma sono un valido compagno di viaggio!

I Fiori di Bach ― o rimedi floreali di Bach ― sono una medicina alternativa ideata dal medico britannico Edward Bach. Bach sosteneva la necessità che tale forma di terapia dovesse essere semplice e accessibile a tutti, in quanto – a suo dire – chiunque ha le potenzialità e le sensibilità necessarie per effettuare autodiagnosi e autopratica. Come non condividere questa affermazione?? Sosteneva inoltre che la terapia dovesse avere carattere preventivo e scevra di effetti collaterali. Semplificando possiamo dire che ogni pianta è stata scelta per le sue caratteristiche che vengono combinate per similitudine alle caratteristiche dell’individuo. Per risintonizzarsi con il proprio Sè quando si è in disequilibrio, non vi è rimedio migliore – secondo Bach – che rimettersi in contatto con le manifestazioni più semplici e primordiali della natura, cioè i fiori: il fiore è infatti la concretizzazione di un messaggio, di una qualità specifica della pianta. La vita della pianta è concentrata proprio nel fiore, perché esso contiene il seme potenziale. Dandoci la sua qualità, ogni fiore ci porta un modello della nostra qualità originaria – della funzione psichica naturale quindi – prima che fosse deformata dai condizionamenti e trasformata in debolezza. Un modello che fornisce al nostro psiche-soma una potente informazione apportatrice di salute.

Non mi dilungo oltre, perché chi ne avesse l’intenzione può trovare ovunque approfondimenti molto dettagliati, e non è mio intento scrivere un post per convincere i detrattori dei Fiori né per rinforzare la convinzione di chi invece li utilizza già con soddisfazione. La mia intenzione è aprire, come sempre, una porta in più!

Iniziamo dal potenziamento della memoria. L’unico mix utilizzato ufficialmente nei Fiori di Bach è il Rescue Remedy, il rimedio di pronto soccorso emotivo, ma non è raro trovare altre miscele. Quella che segue potrebbe ad esempio essere utile in occasione di esami (non solo scolastici), quando l’importanza della concentrazione e un corretto approccio mentale sono fondamentali

La miscela è composta da questi fiori:

Clematis per una migliore concentrazione (utile per chi ad esempio nella vita si dimentica di pagare le multe, le bollette, dove ha messo le chiavi, gli occhiali, ecc.; per chi vive sulle nuvole e per questo dimentica le cose)
Chestnut Bud per memorizzare meglio (utile per chi è lento nell’apprendimento)
Gentian per non buttarsi giù di fronte ad un’imprevisto (utile per chi è pessimista… A tal proposito, ricordiamoci che il primo ingrediente per il successo, scolastico o meno, è la fiducia in se stessi ed un insieme di credenze positive!)
Elm per il surplus di impegno e stress che un’esame richiede (un “tipo Elm” si scoraggia se fa errori e soffre di diversi disturbi psicosomatici per questo, si scoraggia di fronte ad un imprevisto, si assume troppe responsabilità)
Larch per avere fiducia nelle proprie capacità (utile per chi si sente un fallito, è molto timido, magari fa scena muta davanti al professore, teme le brutte figure e di parlare in pubblico).

Ovviamente il tutto diventa più efficace se riuscite a personalizzare questa miscela rivolgendovi ad un esperto, il quale vi consiglierà anche la posologia più adatta. Si possono aggiungere ad esempio:

Mimulus se si ha paura dell’esame o se si è timidi al punto di arrossire, avere abbondanti sudorazioni nei momenti di stress o difficoltà di linguaggio
Impatiens soprattutto utile verso la fine dello studio e nei giorni precedenti l’esame quando si teme non aver abbastanza tempo per studiare oppure se non si vede l’ora che arrivi il fatidico momento diventando impazienti e irritabili
White Chestnut quando la mente torna sempre sugli stessi argomenti che si stanno studiando o si pensa sempre all’esame. Ricordiamo che l’ossessione porta con sé ansia e angoscia e non aiuta certo a memorizzare o a fare buone performance!

Ho scritto tuttavia, nel mio precedente post sulla “memoria che fa soffrire”, che spesso può essere utile gettarsi il passato alle spalle. Questo è ancor più vitale per tutti coloro che hanno subito un trauma e sono vittime di quello che viene definito Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD). In quest’ultimo caso non ci si può esimere dal rivolgersi ad un professionista, ma dal momento che i Fiori non hanno controindicazioni e possono svolgere anche un’efficace azione preventiva, vi segnalo quelli che abitualmente vengono suggeriti in queste situazioni specifiche di disagio:

Star of Bethlehem è il fiore in assoluto più consigliato per impedire ai brutti ricordi di fissarsi, il fiore che si usa per chi non ha più gioia o interesse dopo un evento doloroso di qualsiasi natura (un lutto, un abbandono, un licenziamento, ecc.) accaduto anche nel passato remoto. L’acido che contiene il suo fiore (della famiglia della cipolla e dell’aglio), se toccato, brucia gli occhi e provoca il pianto: forse anche per questa ragione Bach lo scelse, perché le lacrime versate aiutano a liberare le emozioni represse.

star of bethelhem fiore di bach
Il secondo fiore utile è Honeysuckle, fiore che permette di lasciar andare il passato quando questo continua a ritornare alla mente sotto forma di nostalgia (è il fiore insomma di chi vive nel passato e le cui frasi preferite sono “Mi manca tanto!”, “Se solo potessi tornare indietro!”, “Non riesco ad abituarmi”, ecc.). Bach scelse il caprifoglio a fiori rossi anziché gialli, perché la forza dinamica del rosso è capace di cancellare le lusinghe del passato. I fiori rappresentano un doppio simbolismo: possono somigliare a rampini, cioè l’appiglio che si blocca nel passato, oppure a sottili trombe che proclamano la necessità di una trasformazione e l’importanza di vivere nel presente. Anche la “personalità” della pianta è singolare: riesce a far sì che le nuove piante rimangano attaccate alla pianta madre e non ama essere trapiantata (= non ama i cambiamenti).

honeysuckle fiore di bach

Anche in questi casi, quando l’obiettivo è dimenticare, sarebbe necessario cercare di farsi consigliare al meglio per trovare la miscela ad hoc: il rimpianto, ad esempio, può essere legato al senso di colpa, può diventare invidia, può far diventare malinconici, e queste “sfumature emotive” non sono proprio dettagli insignificanti: richiedono un fiore di accompagnamento differente.

La psicologa che vive in me aggiunge: non guasterebbe abbinare all’assunzione dei Fiori pensieri positivi e frasi automotivanti! Un esempio? “Ogni giorno è un nuovo inizio per me!”.

Ho tentato di trovare un ospite più esperto/a di me, un cultore della materia, ma finora nessuno ha risposto all’appello, perciò le mie fonti sono esclusivamente bibliografiche.

Se qualche lettore volesse dare il proprio prezioso contributo lo apprezzerò davvero!

Bibliografia: “La nuova Guida Pratica. I Fiori di Bach”, Edizioni Riza 2008
http://www.fioridibach.it

http://www.floriterapia.com/

http://www.bachcentre.it/

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